Riforma pensioni e quota 96 scuola, ultime news:
NO della Ragioneria, è scontro politico

La bocciatura della Ragioneria dello Stato:
'Emendamento è una deroga alla Legge Fornero'.

di Gigi Rovelli, The Blasting News 3.8.2014

La vicenda relativa al pensionamento dei 'quota 96' sembra essersi trasformata in una vera e propria odissea perchè, proprio mentre sembrava ormai prossimo lo striscione del traguardo, è arrivato un nuovo impedimento che rischia di allungare i tempi di conversione dell'emendamento al decreto Madia della Pubblica Amministrazione, con drammatiche conseguenze sull'auspicata data di entrata in pensione, prevista per il prossimo primo settembre.

Dopo il no del commissario Carlo Cottarelli e il secco botta e risposta con l'onorevole Francesco Boccia del Partito Democratico, tra i promotori dell'emendamento, ora è arrivata una bocciatura ancora più pesante, quella che porta la firma della Ragioneria Generale dello Stato. A questo punto rischia di crearsi un vero caso politico: cosa sta succedendo?

Riforma pensioni, quota 96: la Ragioneria dello Stato boccia l'emendamento

Il principale motivo del NO della Ragioneria dello Stato risiede nel timore che la disposizione presa per i 4000 'quota 96' della scuola possa rappresentare una salvaguardia aperta, ossia possa costituire una porta aperta per altre possibilità di pensionamento: tutto ciò comporterebbe maggiori oneri per lo Stato, il quale non sarebbe in grado di provvedere le necessarie coperture finanziarie.

Ciò che sostiene, in pratica, la Ragioneria dello Stato è che l'emendamento costituisca un'importante deroga alla riforma Fornero, concetto seccamente smentito dai sostenitori della normativa dei 'quota 96' che affermano che si tratta solo di una correzione di un errore contenuto in quella legge: quegli insegnanti, infatti, avevano maturato i requisiti per la pensione tra il 1 gennaio e il 31 agosto dell'anno 2012 (anno scolastico 2011/2012).

Il problema è che, mentre le forze politiche e le istituzioni dello Stato continuano a discutere sulla legittimità o meno dell'emendamento dei 'quota 96' il tempo scorre e se al Senato il testo dovesse subire delle modifiche, servirà un terzo passaggio alla Camera, cosa che potrebbe mettere seriamente a rischio le tempistiche già strettissime per inviare all'Inps le domande per il pensionamento.


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