E sul merito, destra e sinistra
forse trovano un accordo

Reginaldo Palermo, La Tecnica della Scuola 31.8.2014

Valentina Aprea invita il Governo a riprendere in mano il vecchio progetto "Valorizza" per la valutazione dei docenti e aggiunge: "Non basta premiare chi lavora pi¨ ore". Ma il fatto Ŕ che i soldi a disposizione sono davvero pochi.

La sinistra sulla strada della destra. Appare soddisfatta Valentina Aprea, Assessore all'istruzione della Regione Lombardia, sulla ormai evidente apertura del governo Renzi alla meritocrazia nella scuola e alla necessitÓ di valutare e premiare il lavoro degli insegnanti.

Mentre si attende con ansia il 3 settembre per scoprire in cosa esattamente consisterÓ il progetto di riforma della scuola, la Aprea invita i politici attuali a ripercorrere la strada del governo Berlusconi: "Ci fa piacere che la parola "merito" sia sdoganata anche a sinistra. Ricordo come invece veniva osteggiata dall'allora opposizione, quando a proporla era il Ministro Gelmini.”

Il merito per˛ Ŕ una bella parola. E, come dicono i bravi filosofi, per capire come raggiungerlo, bisogna prima darne una definizione: “Vogliamo quindi capire cosa significa merito per la sinistra. Se semplicemente significa premiare chi lavora pi¨ ore, non possiamo certo condividere. La premialitÓ del merito deve nascere da un riconoscimento sul campo.”

Secondo l’assessore lombardo basterebbe seguire l’esempio del centro destra: “Proponiamo al Governo di ripartire dall'esperienza del progetto "Valorizza", realizzata dall'allora Mariastella Gelmini, che ha sperimentato modalitÓ e strumenti per l'individuazione e la valorizzazione degli insegnanti che si sono distinti per un apprezzamento nelle proprie scuole, dopo un processo di valutazione che ha determinato anche il riconoscimento di un premio economico pari ad una mensilitÓ aggiuntiva di stipendio".

In sintesi il centro sinistra non sta facendo altro che mettersi sulla strada dei suoi predecessori: "Il miglioramento dell'organizzazione scolastica, lo sviluppo dell'autonomia, la premialitÓ del merito portano necessariamente allo sviluppo di carriera", conclude Aprea.
"Da tempo ritengo che i docenti meritino un riconoscimento anche economico che tenga conto delle effettive capacitÓ, delle attivitÓ realizzate e delle responsabilitÓ organizzative. Ben venga quindi lo sviluppo di carriera dei docenti".

Certo Ŕ che la valutazione del merito di scuole e insegnanti Ŕ diventato ormai da anni un obiettivo a parole unanimemente riconosciuto da tutti. Ormai Ŕ davvero un vecchio refrain. Ne aveva fatto un cavallo di battaglia persino Luigi Berlinguer, quando era ministro del governo Prodi e, d’accordo con i sindacati, aveva lanciato il cosiddetto concorsone per fare in modo che i docenti pi¨ preparati fossero economicamente premiati.

Risultato: bocciato. Si sollev˛ un unanime coro di critiche, i sindacati ritirarono la loro adesione e l’ex ministro fu costretto a fare marcia indietro. Addirittura sul merito cadde nel successivo governo di centrosinistra. Poi ci riprov˛ la Gelmini, con pochi soldi e idee confuse, proponendo una sperimentazione alle scuole, che, visti i risultati inconsistenti, si rivel˛ una pura operazione ideologica.

Infatti con i soldi a disposizione, il premio agli insegnanti meritevoli sarebbe stato di 4 euro al giorno. Questa sý che era valorizzazione...