Riforma Pensioni: i 4 scenari.
Ecco come potrebbe andare a finire

Quattro scenari probabili su cosa succederà davvero,
derivati dalle anticipazioni governative emerse negli ultimi giorni

di Stefano Calicchio, The Blasting News 21.8.2014

Hanno fatto sicuramente discutere le ultime affermazioni provenienti da fonti Governative sulla possibile riforma delle pensioni; da parte dei diversi membri dell'esecutivo sono arrivate linee programmatiche non sempre coerenti o coincidenti, segno che una decisione definitiva non è stata ancora presa, ma indice anche del fatto che il dossier delle pensioni è stato ormai esplorato in ogni possibile scenario. È chiaro che vi è una linea rossa da rispettare, oltre la quale nessuno può addentrarsi e dove non esistono margini di soluzione; si tratta della quadra sui conti pubblici, ovvero della necessità di presentare un bilancio in grado di rispettare i famosi parametri richiesti da Bruxelles. D'altra parte, vi è una larga platea sociale che è rimasta penalizzata dalla recente riforma del sistema pensionistico (avvenuta nel 2011) e che ora ha bisogno con urgenza di risposte definitive circa il proprio futuro. Si pensi, a titolo di esempio, agli esodati, ai lavoratori quota 96 della PA, a chi ha svolto attività usuranti e a tutti coloro che attualmente sono disoccupati con un'età anagrafica avanzata.

Il quadro strategico della situazione: quattro possibili scenari

Delineato il quadro strategico della situazione, è possibile delineare quattro possibili scenari reali che potrebbero prendere forma dopo le indiscrezioni pubblicate di recente dalla stampa. Si tratta di soluzioni riguardanti la pensione anticipata che sono già state sicuramente al vaglio del Governo e dei tecnici che si occupano del bilancio pubblico. Resta ora da comprendere la loro fattibilità, sia perché fino ad ottobre non sarà chiaro quante risorse finanziarie rimarranno a disposizione del Governo per il werlfare, sia perché ogni scenario ha un costo anche dal punto di vista politico.

Scenario 1: pensione anticipata con prestito pensionistico

Per le categorie deboli il primo scenario prevede la possibilità di una pensione anticipata concretizzata attraverso la concessione di un prestito da parte dell'Inps. Nella pratica, l'istituto di previdenza pubblico potrebbe anticipare i contributi mancanti sotto forma di prestito personale, che andrebbero restituiti attraverso una rata da sottrarre all'importo della pensione.

Scenario 2: pensione anticipata con penalizzazione

Il secondo scenario prevede l'ottenimento della pensione anticipata per mezzo di una penalizzazione sulla mensilità erogata. Ai pensionati potrebbe essere addebitato l'1% o 2% di penalità per ogni anno mancante rispetto ai requisiti anagrafici e di contribuzione decisi dalla Riforma Fornero. Chiaramente la percentuale di penalizzazione potrebbe variare in virtù delle necessità di bilancio dello Stato.

Scenario 3: pensione anticipata con contributo di solidarietà

La terza opzione sul tavolo del Governo prevede di chiedere (a chi è già pensionato attraverso il sistema retributivo) un contributo di solidarietà, da utilizzare per offrire la pensione anticipata a chi si trova in difficoltà. Gli occhi dei tecnici si starebbero concentrando sulle cosiddette "pensioni d'oro", ovvero sui vitalizi a partire dalle 2000 - 2500 € lorde al mese.

Scenario 4: un mix delle precedenti ipotesi

L'ultimo scenario prevede di utilizzare contemporaneamente alcune o perfino tutte le ipotesi appena delineate. Questa soluzione è quella che permetterebbe di garantire maggiormente il rigore dei conti pubblici, ma rischierebbe d'altra parte di avere anche il maggiore costo politico tra gli scenari appena delineati, perché andrebbe a toccare indirettamente le tasche di tutti i soggetti citati in precedenza.


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