Precari, esuberi, pensioni:
oggi il giorno decisivo del decreto PA

In Senato si vota la conversione del decreto 101:
agevolazioni per i precari e novità sulle pensioni

 LeggiOggi.it 8.10.2013

Pubblica amministrazione, oggi è il giorno decisivo per i precari. Dovrebbe concludersi in giornata il cammino del decreto 101/2013, varato per assumere in via definitiva migliaia di atipici nella macchina statale. E’ in programma alle 16 la convocazione, in Senato, per la conversione finale del provvedimento.

Come noto, le misure inserite non riguardano soltanto i precari, ma si allargano a coprire una serie vasta di problematiche relative al pubblico impiego, non ultimo il problema che si trascina ormai da diversi anni, cioè gli esuberi, i quali, in combinazione con l’entrata in vigore della riforma Fornero e lo shock portato da questa al sistema di welfare, hanno creato grandi incertezze sul destino occupazionale e previdenziale di molti altri lavoratori.

Sicuramente, il nucleo principale del decreto 101 è riferito a tutti quei precari che hanno visto prorogato più volte il proprio rapporto, fino all’ultimo slittamento del termine di assunzione al prossimo 31 dicembre.

Consapevole che sarebbe stato impossibile ricorrere nuovamente allo strumento della proroga, dunque, il governo ha varato questo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 1° settembre, che introduce alcune corsie preferenziali per il mantenimento in ruolo dei precari nella pubblica amministrazione.

Alcune delle misure inserite nel decreto, prevedono, ad esempio, il 50% dei posti dei concorsi pubblici riservati a coloro che arrivino da un contratto scaduto con il pubblico impiego, inizialmente previsto fino al 2015 e invece, in prima lettura alla Camera, allungato fino al 2016.

In tutto, i precari della PA, con esercito, scuola e altri corpi statali, si aggirano sui 150mila; difficile che il decreto di Letta riesca ad assorbire l’intero corpo degli atipici che si è ingrossato negli ultimi anni. Comunque sia, requisito fondamentale per accedere alle agevolazioni per ottenere il contratto a tempo indeterminato, sarà quello di aver maturato almeno 3 anni di lavoro negli ultimi 5.

Come si diceva, poi, nel decreto hanno trovato spazio anche alcuni chiarimento sui dipendenti della pubblica amministrazione vicini alla pensione: ora, ai 65 anni di età, scatta la pensione immediata per il dipendente.

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