LEGGE DI STABILITÀ, IL MINISTRO D’ALIA
CONFERMA IL BLOCCO DEI CONTRATTI

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della Scuola 16.10.2013

Il responsabile della Funzione Pubblica dice che non ci sono novità rispetto a quanto già deciso per il pubblico impiego: il blocco della contrattazione per la parte economica è stato approvato dal Cdm ad agosto, lo abbiamo solo trasformato in norma di legge. Poi tende la mano ai sindacati. Ma già tira aria di mobilitazione

Erano più che fondate le nostre anticipazioni sui contenuti della Legge di Stabilità, che non risparmierebbe i dipendenti della scuola. Sempre in attesa di conoscerne il testo pre-definitivo, ora all’esame di Bruxelles, nella tarda mattinata del 16 ottobre, a margine di una conferenza presso Unioncamere, sono arrivate delle conferme da parte del ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D'Alia. Che ha detto: “nella Legge di Stabilità non ci sono novità sui contratti rispetto a quanto già deciso per il pubblico impiego. Il blocco della contrattazione per la parte economica – ha continuato D'Alia - è stato approvato dal Consiglio dei ministri ad agosto, lo abbiamo trasformato in norma di legge”. Insomma, per il responsabile della Funzione pubblica non è il caso di creare allarmismi. Perché la proroga all’aumento stipendiale era già stata decisa.

D’Alia ha anche aggiunto che, al di là del blocco degli aumenti (e sembra anche dell’indennità di vacanza contrattuale fino al 2017), vorrebbe quanto prima incontrare i rappresentanti dei lavoratori, ormai quasi sul piede di guerra: “spero di incontrare nelle prossime settimane i sindacati per iniziare a discutere delle cose che possiamo fare per il pubblico impiego”.

E ancora “Abbiamo riaperto infatti la contrattazione per la parte giuridica. Stiamo lavorando per creare le condizioni per aprire una trattativa seria”, ha concluso il Ministro. Ma la mobilitazione contro le ristrettezze riservate al pubblico impiego, in particolare nella scuola, sarebbe ormai dietro l’angolo: già a fine mese i sindacati maggiori si sono dati appuntamento. E tra due giorni, il 18 ottobre, buona parte di quelli meno rappresentativi hanno chiamato i dipendenti allo sciopero