DIRITTO DI CRONACA

Tutti dieci ma l'Invalsi le rovina il voto finale

La lettera di denuncia di una prof per quanto accaduto
ad una sua alunna durante gli esami di terza media

Flavia Amabile La Stampa, 5.8.2012

Pubblico questa lettera che pone un interrogativo molto diffuso fra gli insegnanti delle scuole medie: è giusto affidare una consistente quota della valutazione dei ragazzi alla prova Invalsi così com'è strutturata ora? 

--------------------------------------------------------------------------- 

 

Al Presidente della Camera dei Deputati  
Laura Boldrini  

 

Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca  
Maria Chiara Carrozza  

 

 

Onorevole Presidente, Onorevole Ministro,  

sono un'insegnante di scuola secondaria di primo grado e Vi scrivo perché si è compiuta un'ingiustizia alla quale non avrei mai voluto prendere parte e che si ripeterà uguale a se stessa se Voi, Voi Uomini e Donne dello Stato non porrete rimedio.  

Per rispettare la sua giovane età la chiamerò Angela, è una ragazzina di terza media.

È matura, responsabile, educatissima, cortese, attenta agli insegnanti e ai suoi compagni. È didatticamente molto preparata e così potrà affrontare i suoi studi successivi con buon profitto, anche se di questo nessuno può essere certo.  

Certo però è che fino ad oggi Angela è stata una ragazza che ha studiato, che si è impegnata, che ha svolto sempre e in maniera puntuale il lavoro assegnatole, che ha quaderni e quaderni in ordine, pieni del suo costante e approfondito lavoro quotidiano.  

È stata ammessa a sostenere gli esami di licenza media con una valutazione di dieci/decimi e ha svolto, come noi insegnanti del resto ci attendevamo, delle ottime prove scritte di esame. Naturalmente ha sostenuto in maniera brillante anche il suo colloquio orale però … però ha conseguito una valutazione di sei alla prova nazionale INVALSI.  

Così succede che l'alunna venga licenziata con nove (9), come prevede la Legge (CM 48/2012): “...All’esito dell’esame di Stato concorrono gli esiti delle prove scritte e orali, ivi compresa la prova nazionale INVALSI, e il giudizio di idoneità all’ammissione. Il voto finale “è costituito dalla media dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità, arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5”.  

Per media dei voti deve intendersi la media aritmetica, dovendosi attribuire a tutte le prove d’esame il medesimo rilievo. Si esclude pertanto ogni possibilità di ricorrere alla media ponderata...”  

Il calcolo della media (66:7=9,43) è feroce e non ammette aggiustamenti a vantaggio dell'alunno.  

Neanche se il giovane è una bella promessa.  

All'esame di un giovane di tredici anni non si ammettono appelli. Ai processi si, ma all'esame no.  

Ai nostri bravi ragazzi non è concessa replica: siate bravi e freddi alla prima perché non vi sarà concessa seconda battuta. E così succede che un'eccellenza veda abbassata la sua valutazione a nove mentre contemporaneamente succede anche che qualche coetaneo, meno volenteroso ma forse più pronto nel saper affrontare le sue prove di esame, veda il suo voto di uscita dalla scuola media sorprendentemente lievitare rispetto al voto di ammissione.  

Non è questo ciò che deve emergere dalla scuola italiana: la penalizzazione del merito a vantaggio della contingenza di un momento o della astuzia di qualcuno.  

Oltretutto, e sono onorata per ciò che affermo, non è questo che vuole neanche il legislatore.  

Cito sempre da Circolare Ministeriale n. 48 del 31 maggio 2012:  

“...Occorre quindi evitare possibili appiattimenti, che rischierebbero di penalizzare potenziali “eccellenze” e di evidenziare i punti di forza nella preparazione dei candidati...”  

Perché in sede di scrutinio finale non ci siamo potuti avvalere, come insegnanti, di questa parte della Legge che comunque rimette in discussione il dover semplicemente effettuare una media aritmetica per valutare un percorso di tre anni di studi? La valutazione è un processo estremamente complesso e non può prescindere dalle considerazioni dei docenti sul percorso evolutivo evidenziato in un triennio: non deve succedere che il risultato deficitario in una prova infici il giudizio su un intero percorso di crescita e maturazione.  

Non è con un sistema così congegnato che si rende onore e giustizia al merito.  

Allora vorrei far sapere al mondo intero che Angela ha un grande valore, è una giovane che merita che venga detto che il suo voto in uscita dalla scuola media doveva essere il massimo e che non mi è stato possibile tacere questa verità. Vi prego di far sapere questa verità a tutti, così da renderle giustizia in un giorno inatteso, visto che quando le spettava non ci è stato concesso.  

Frascati, 16 luglio 2013  

Sonia Mini