Invalsi all’attacco, ricatta i presidi,
mette in mora il ministro Carrozza

di Vincenzo Pascuzzi, 17.7.2013

La miglior difesa è l’attacco, devono aver pensato a Villa Falconieri, sede dell’Invalsi a Frascati. Criticato e messo in cattiva luce per l’iniziativa Vcamp, l’istituto presieduto e gestito da Paolo Sestito e Roberto Ricci ha affidato al suo numero tre (di fatto) il compito di contrattaccare e rompere l’accerchiamento mediatico. Così Daniela Notarbartolo – ricercatrice e collaboratrice dell’Invalsi stesso - ha dovuto impegnare il suo Ferragosto e la vigilia per scrivere un lungo articolo pubblicato poi venerdì 16 agosto su il sussidiario.net.

Vediamo rapidamente alcune parti di questo articolone.

Speedy Invalsi. L’Invalsi si giudica e si promuove da solo, si auto-compiace, si applaude, si inorgogliosisce. Si vanta di aver elaborato i dati in soli 25 giorni rispetto ai 18 mesi dell’Ocse. Un po’ come se un motorino si paragonasse a un treno merci!

Minimizza contestazioni. “le contestazioni enfatizzate dalla stampa e dai sindacati, è solo una esigua minoranza di insegnanti e genitori quella che contesta, mentre l'adesione alle prove Invalsi come momento strutturale della vita scolastica cresce e si stabilizza.” Se le contestazioni sono davvero minime, è legittimo chiedere perché non rendere facoltative le prove Invalsi? Perché ignorare e tacere sul fatto che chi rifiuta incorre in sanzioni disciplinati?

Le copiature diminuiscono. “La propensione al cheating diminuisce, ….” Dobbiamo solo fidarci, non c’è modo per verificare simili affermazioni.

Fattore Escs. Il fattore o indicatore di “status socio-economico e culturale” (ESCS) è un cenno di discorso per iniziati, sembra rilevato del tutto empiricamente e citato per mettere a disagio la maggior parte dei docenti e presidi che non ne hanno familiarità, né possono controllare e valutare.

Ordini e ricatti. Invalsi intende comandare, dare ordini a scuole, presidi, docenti: “È questo forse il punto più debole dell'intera operazione, perché dipendente dai dirigenti, dai professori, dalle singole realtà di consigli di classe e collegi docenti che dovrebbero cooperare per mettere in atto questa fase: e si sa quanto un consiglio di classe possa soffrire di inceppamenti di varia natura.”

Quizzoni. “la stampa nazionale per anni ha parlato delle prove come di "quizzoni" dalla logica arbitraria, senza curarsi di conoscere il lavoro che sta dietro la loro lunghissima gestazione.” Sta a vedere che ora la colpa è della stampa! Perché Invalsi non informa in dettaglio e in trasparenza?

Doppione inutile. "i risultati delle prove, sia di Italiano sia di Matematica, sono fortemente congruenti con i voti attribuiti (nel primo quadrimestre) dagli insegnanti di classe. In altri termini, rilevazioni Invalsi e valutazioni, interne alla classe, degli insegnanti si rispecchiano piuttosto fedelmente".

Materie e medie. Ci si dimentica troppo spesso che Invalsi si occupa di due sole materie e fa riferimento a valori medi. La materie di indirizzo non vengono considerate. Le medie avranno sempre elementi al di sopra e altri elementi al di sotto. Invalsi non dice se le valutazioni al disotto della media sono accettabili o meno. Invalsi ha innescato una gara perpetua e senza fine limitata a due materie, pari a circa il 20% di quello che si insegna nelle scuole.

Ricatto ai presidi e scavalca il Miur. “L'autovalutazione prevede "precise responsabilità in capo ai singoli dirigenti scolastici" e "linee guida" comuni per l'autovalutazione;” Si richiedono alle scuole e ai presidi prestazioni e risultati senza dar loro risorse. E ciò lo fa l’Invalsi, non il Miur! Il ministero viene scavalcato, ora è al rimorchio dell’Invalsi?! Infatti questo scrive e minaccia: “È vero anche che l'Invalsi ha l'intenzione di "aprire una stagione di ampia e approfondita consultazione su tali questioni" e che si è ben coscienti che siamo solo all'inizio nella costruzione degli strumenti tecnici quali "criteri per l'identificazione delle scuole in condizioni critiche", "stima del cosiddetto valore aggiunto", "strumenti di ascolto sistematico e generalizzato dei punti di vista dei diversi stakeholders (in primis docenti, studenti e genitori)".”

Vcamp. “Una primissima iniziativa Invalsi per formare insegnanti che capiscano di statistica e di processi organizzativi (una vera "scuola estiva" che si svolgerà a fine agosto) ha suscitato forte opposizione da parte di Cgil Scuola e Gilda, che ne hanno addirittura chiesto la sospensione perché non è parsa trasparente la selezione dei candidati alla formazione”. L’opposizione non è limitata ai due sindacati indicati.

E il popolo della scuola? “Un report sulla percezione espressa sulla rete nei confronti della rilevazione Invalsi più temuta, quella inserita nell'esame conclusivo del I ciclo o Prova Nazionale, è stato commissionato da Invalsi a una società terza”. Report forse orientato e società terza forse compiacente? Ma perché Invalsi non naviga un po’ in rete? Perché Invalsi evita accuratamente di colloquiare e di rispondere a domande precise rivoltegli direttamente?