Facciamo qualche calcolo sul servizio
dei docenti e sulla loro retribuzione

di Lucio Ficara La Tecnica della Scuola, 28.10.2012

Per sapere quante ore un docente svolge di lezione, bisognerà moltiplicare il numero delle 34 settimane per 18, queste sono le ore che per contratto il docente deve obbligatoriamente svolgere. Il prodotto su citato dà per risultato 612 ore di lavoro didattico in presenza degli allievi

Mediamente, come scritto nelle delibere delle Giunte Regionali, nell’anno scolastico in corso, i docenti dovranno svolgere non meno di 205 giorni di lezione. Dividendo questo numero, che, vogliamo ricordare essere una media dei giorni di scuola svolti in tutte le Regioni italiane, comprendiamo che al docente toccano 34 settimane di servizio da svolgere con i propri studenti.

Quindi per sapere quante ore un docente svolge effettivamente di lezione, bisognerà moltiplicare il numero delle 34 settimane (deliberate dalle Giunte regionali) per 18, queste sono le ore che per contratto il docente deve obbligatoriamente svolgere. Il prodotto su citato dà per risultato 612 ore di lavoro didattico in presenza degli allievi.
Bisogna ricordare che, fatta qualche eccezione, le cattedre dei docenti sono tutte a 18 ore settimanali effettive, in qualche caso, limitato a qualche classe di concorso, le ore di servizio sono addirittura 20 ore settimanali. È doveroso sottolineare che l’unità oraria coincide con l’ora effettiva di 60 minuti. Infatti con la riforma Gelmini, si sono eliminate in moltissimi casi le seste ore di lezione e l’orario scolastico si svolge dalle ore 8.00 alle ore 13.00, con ore di lezione effettive. Alle 612 ore di lavoro d’aula, si aggiungono le ore proposte dal DS al collegio del piano annuale delle attività. Queste ore sono previste contrattualmente nell’ art.29 del CCNL 2006-2009 che prevede la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue ed inoltre la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe.

Anche questo impegno è obbligatorio fino a 40 ore annue. I docenti che hanno più di sei classi, arrivano sicuramente ad essere impegnati, per tutte le 40 ore previste. Si può dire con certezza che nel conteggio di queste 40 + 40 ore, almeno 60 ore le svolgono tutti i docenti. Con questo ulteriore conteggio di ore l’impegno annuale del docente sale da 612 ad almeno 672 ore annuali di servizio. Gli obblighi contrattuali del docente continuano ancora : c’è lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione. Bisogna sapere e bisogna dirlo, che ogni scrutinio, prevede un lavoro burocratico non indifferente che porta via del tempo. Lo scrutinio finale è un atto delicato, in quanto riguarda la valutazione e deve essere svolto nel rispetto della normativa vigente. In molti casi bisogna certificare le competenze, attribuire il credito scolastico, preparare tabelle, tabelloni, prospetti , fascicoli dell’allievo e tanto altro ancora. Per ogni classe, uno scrutinio dura almeno 3 ore, sempre che non ci siano impedimenti dell’ ultim’ora.

Mentre gli scrutini di fine primo quadrimestre sono più veloci, quelli finali sono molto più dispersivi. Ma quante ore di lavoro un docente deve conteggiare per svolgere gli scrutini? In un anno si può certamente dire che tra la preparazione allo scrutinio, lo svolgimento dello stesso e la sistemazione delle carte, mediamente si possono contare almeno 20 ore di lavoro. È importante dire che gli scrutini da svolgere sono tre se il Collegio dei docenti delibera per i quadrimestri e quattro se delibera per i trimestri, infatti il D.M 80/2007 prevede un ulteriore scrutinio ad integrazione di quello finale per gli alunni che a giugno hanno avuto una sospensione del giudizio. Con questo ulteriore conteggio il docente raggiunge un orario annuale di 692 ore di lavoro. Si può dire che il lavoro del docente non ha altri oneri? Nemmeno per sogno, sempre nell’art. 29 del nostro contratto è previsto al comma 4, per assicurare un rapporto più efficace con le famiglie e gli studenti, un’ora di ricevimento genitori antimeridiana, che di prassi il Consiglio d’Istituto, definisce mensilmente.

Si tratta comunque di altre 10 ore di servizio annue. Arriviamo quindi fino a superare le 700 ore di servizio annuali. Secondo l’opinione pubblica con quanto detto fino a questo punto, il docente avrebbe finito il suo impegno di servizio, invece non è così: tra gli adempimenti individuali dovuti dal docente, rientrano le attività relative alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni e alla correzione degli elaborati svolti in classe. Considerando che un docente ha ogni anno assegnati da un minimo di 100 ad un massimo di 200 alunni, preparare 6 prove scritte l’anno, significa correggerne dai 600 ai 1200 compiti.

È difficile fare una quantificazione di questo difficile lavoro, ma non si sbaglia a dire che servono almeno 200 ore l’anno. Anche per la preparazione degli elaborati e delle lezioni da tenere quotidianamente, non rischiamo di sbagliare se calcoliamo almeno altre 100 ore annuali. Quindi un docente lavora non meno di 1000 ore l’anno, ricevendo una retribuzione media compresa la tredicesima di 19500 euro. Facendo il rapporto tra la retribuzione media netta e il numero di ore precedentemente calcolato, possiamo affermare che la paga di un docente italiano è di 19,50 euro all’ora. Se passasse, ma per una questione di opportunità politica non passerà, l’art.3 comma 42 della legge di stabilità, così come il ministro Profumo l’ha proposta, il docente italiano si troverebbe con una paga oraria di soli 16,25 euro. Fatti questi calcoli, che non sono per niente contestabili, perché fatti al ribasso e non tengono conto di altro tempo dedicato dai docenti alla scuola, in modo totalmente gratuito, ci poniamo una domanda: “ma i nostri politici comprendono che la retribuzione dei docenti italiani è da terzo mondo?”

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