Scelte del genere vanno concertate"

Rossi-Doria sulle 24 ore: ora no, forse nel 2015

da Tuttoscuola, 22.10.2012

In una lunga intervista rilasciata a Repubblica.it il sottosegretario all’istruzione Marco Rossi-Doria, già insegnante nelle scuole primarie, torna sulla questione dell’innalzamento dell’orario di lavoro degli insegnanti a 24 ore annunciando che la norma sarà rivista soprattutto perchè “non vanno tagliati posti di lavoro. E così dovrà essere...”.

Il governo cercherà dunque una soluzione diversa recuperando i fondi da altri capitoli di spesa, non sul personale. “Il mio impegno è per cambiare la norma durante la discussione parlamentare”, dice il sottosegretario. Che però non respinge in linea di principio l’idea che l’orario di servizio degli insegnanti possa essere cambiato e anche aumentato: ma “una norma sul tempo di lavoro di chi è già occupato e di chi è precario deve passare attraverso una concertazione seria con tutti i protagonisti”.

Alla domanda del giornalista, Ottavio Ragone, sulla sua personale opinione in materia Rossi-Doria risponde così: “Penso che il modello delle 24 ore delle scuole elementari possa essere esteso alle superiori: una parte dell’orario deve andare alla programmazione didattica, un’altra ai collegi e ai rapporti con le famiglie, al lavoro di recupero delle carenze di formazione, alla promozione delle eccellenze. Ma questo grande cambiamento ha bisogno di tempi più lunghi e di stare dentro una grande discussione nazionale, un nuovo patto per la scuola che ha bisogno del contributo di tutti, insegnanti, sindacati, associazioni, forze politiche”.

Alla successiva domanda dl giornalista “Ma che vuol dire’tempi più lunghi’? il sottosegretario ribadisce che "Una scelta del genere va condivisa attraverso un confronto culturale, sindacale e pedagogico. Dovrà essere data ai docenti, inoltre, la possibilità di scegliere in maniera più flessibile l'orario di lavoro. Al tempo stesso, l'innalzamento dell'orario a 24 ore va accompagnato con un programma di graduale assorbimento dei precari. Ecco, tutto questo richiede concertazione, gradualità, e tempi più lunghi per poter essere realizzato".

In quanto tempo? è la domanda finale il giornalista. Risposta: “Se ci sono le condizioni entro il 2015”.