SOSTEGNO: LA PRASSI DEI RICORSI
AI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI

Il diritto all'integrazione scolastica degli alunni con grave disabilità
è spesso garantito solo grazie ai ricorsi in tribunale

Tina Naccarato da Disabili.com, 22.11.2012

Negli ultimi anni accade spesso che gli alunni disabili inizino la scuola con poche ore di sostegno assegnate o addirittura senza insegnante di sostegno. Le loro famiglie, perciò, si vedono costrette a presentare ricorsi ai tribunali, che regolarmente vincono, con conseguenti condanne dell'Amministrazione Scolastica.

Da una parte, infatti, le Istituzioni producono norme a tutela del diritto allo studio delle persone con disabilità e, quindi, Il Consiglio di Stato e i TAR continuano ad affermare che il sostegno dev'essere assegnato in maniera adeguata. Dall'altra, la burocrazia statale sceglie comunque di mantenere questo clima di incertezza, ritenendolo probabilmente conveniente, dato che non tutte le famiglie ricorrono ai tribunali. Si tratta di un paradosso tutto italiano, perché l'Italia ha una legislazione avanzata sulla disabilità rispetto a diversi Paesi europei ma non può applicarla per via dei tagli.

LE SENTENZE
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Le ore di sostegno sono sempre di meno, nonostante la circolare ministeriale n. 61/12 abbia affermato che l'organico di sostegno è assegnato alla scuola in ragione mediamente di un posto ogni due alunni disabili e nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 80/10 abbia sancito il dovere di assegnare ore in deroga nei casi di gravità.
Grazie a queste disposizioni normative, molte famiglie hanno presentato ricorsi e le relative sentenze hanno affermato che vi sono diritti legittimi incomprimibili, che non possono essere subordinati a problemi di bilancio. Il diritto umano, cioè, non può piegarsi alle leggi del risparmio. È quindi importante che le famiglie sappiano cosa si può fare, quando intervenire e come farlo. Se il totale di ore assegnate è inferiore a quelle espresse nel Piano Educativo Individualizzato, infatti, è possibile intraprendere la strada dei ricorsi al TAR. Questi ultimi possono anche essere difficili e costosi e per questo molti genitori di tutta Italia si sono riuniti in diverse class actions.

Dal 2004 ad oggi, il Tribunale Amministrativo ha sempre dato ragione alle famiglie. Numerosi, infatti, sono i motivi di diritto a supporto delle tante azioni legali: violazione e falsa applicazione degli articoli 2, 3, 34 e 38 della Costituzione, violazione e falsa applicazione della L. n. 104/92, nonché della Legge di bilancio n. 244/07 e della L. n. 241/90 sulle norme del procedimento amministrativo. Nei ricorsi emerge che la Costituzione riconosce come inviolabile il diritto alla studio delle persone disabili, demandandone la concreta attuazione agli organi dello Stato. Ciascun disabile, cioè, è coinvolto in un processo di riabilitazione finalizzato ad un suo inserimento nella società, all'interno del quale l'istruzione e l'integrazione scolastica rivestono un ruolo di primo piano.

Grazie a queste sentenze, molti alunni con disabilità grave hanno visto riconosciuto dai tribunali il diritto alle ore in deroga. Tuttavia, altri alunni, che non si trovano in situazione di gravità, continuano a non avere assicurato un sufficiente sostegno.

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