Scuola: dal concorso truffa
al nuovo contratto della scuola
ognuno si assuma le proprie responsabilità

di Elena Vigiano da Politicamentecorretto.com, 3.11.2012

Nel 2007 negli Istituti di ogni ordine e grado, durante i Collegi Docenti, furono letti pubblicamente dai Dirigenti Scolastici i primi punti della legge sulla nuova riforma della scuola pubblica. La parola chiave degli infiniti fogli era che l’obiettivo fosse quello che le scuole pubbliche diventassero Fondazioni, perciò private e la necessità di svariati tagli giustificati a fini didattici, che con la didattica non c’entravano nulla. Già allora erano state messe in opera forme di privatizzazioni come ad esempio le esternalizzazioni di mansioni spettanti ai docenti di sostegno per gli allievi con handicap ad “esperti esterni” , cioè educatori dipendenti di cooperative. Successivamente venne emanato un decreto che dichiarò il blocco dei corsi abilitanti Siss, però con un’anomalia tutta italiana, stranamente per il biennio 2008/2010, venne emanato l’ultimo corso abilitante Cobaslid - gestito dalle Accademie di belle Arti per alcune materie artistiche - con la consapevolezza che tutti questi “corsi abilitanti” avrebbero perso il loro requisito legittimo. http://attiministeriali.miur.it/anno-2009/maggio/nota-04052009-(1).aspx http://attiministeriali.miur.it/anno-2008/ottobre/dd-10102008-n-214.aspx

Iniziarono inoltre a “scomparire” classi di concorso legate a laboratori, fondamentali per le discipline artistiche come la D615 ( arte decorazione pittorica e grafiche ) e D616 ( arte del modellismo e arredamento-scenotecnica ) ed affini- che si possono ritrovare ormai soltanto sulla carta. Il 18 novembre 2009 il decreto Salvaprecari diventa legge e da quel momento inizia ufficialmente lo sfacelo della scuola pubblica italiana, già pesantemente compromessa e nonostante si fosse capito chiaramente che l’attuazione di questa legge avrebbe dato il via a tutte le manovre di “tagli” attuati fino ad oggi, rimasero inascoltate le poche voci di menti lungimiranti e di docenti di terza fascia d’Istituto non abilitati, considerati dalla maggior parte dei sindacati e docenti precari il fardello di cui liberarsi per garantirsi le cattedre.

Oggi i fatti dimostrano che il “problema” non erano e non sono i docenti non abilitati anche se questa idea comune rimane ancora tristemente radicata. Non tutelando la categoria degli aspiranti precari - così definiti i docenti non abilitati - si fece il grosso errore di sottovalutare le intenzioni del Ministro.

Nel 2012, come annunciato nel 2007, si attivano i TFA non per tutte le classi di concorso con modalità confuse ed anomale, tutt’ora poco chiare. Attualmente si è in attesa delle date del Concorsone, definito da molti truffa, che non darà l’agognata abilitazione ma avrà scadenza triennale. La poca serietà di questo concorso emerge considerando diversi punti, tra cui dando la possibilità a tutti i docenti - ex-abilitati e non - di partecipare. Un’ulteriore promessa mancata è stato l’avvio, prima del Concorsone, dei TFA Riservati ai docenti aspiranti precari, che prevedono come requisito almeno tre anni di servizio, al posto dei precedenti 360 giorni.

La recente proposta del Ministro di aumentare il numero di ore per cattedra da 18 a 24 a parità di stipendio è stata momentaneamente sospesa viste le proteste di piazza. Quello che in realtà si sta attendendo è la prossima scadenza del contratto della scuola. Esso dovrà essere “rivisto” con i sindacati di categoria e si sa che nel nuovo contratto le ore, per una cattedra completa, passeranno da 18 a 21. Questa manovra ridurrà nuovi posti, non permettendo a moltissimi docenti di lavorare il prossimo anno scolastico.
Durante le ultime manifestazioni, la maggior parte delle persone ha continuato a chiedere rispetto del diritto al lavoro e si attendendono dai sindacati una tutela che difficilmente sarà garantita, visti i precedenti.