SCUOLA DELL’INTEGRAZIONE E DELL’INCLUSIONE:
A CHE PUNTO SIAMO?

La circolare sui libri di testo impone i testi digitali
ma elude la legge sull’accessibilità dei disabili agli strumenti informatici

Tina Naccarato da Disabili.com, 29.3.2012

Nel 2001, l’Organizzazione Mondiale della Sanità è pervenuta alla stesura della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF), che individua la disabilità come il risultato della relazione tra condizione di salute, fattori personali e ambientali. Parlare della dimensione inclusiva della scuola significa perciò progettare un lavoro scolastico che consideri costantemente le implicazioni e gli esiti di tale relazione. Accade questo nella realtà?

TECNOLOGIE ED AUSILI PER L’INCLUSIONEL’indagine Istat sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole per l’anno scolastico 2010/11 riporta che sono ancora più di un quarto le scuole primarie e secondarie di primo grado che non hanno postazioni informatiche adattate all’inclusione scolastica. Molto elevata su tutto il territorio nazionale è anche la percentuale di scuole nelle quali nessun insegnante di sostegno ha frequentato corsi sulle tecnologie educative per gli alunni con disabilità. Aumenta, invece, il numero di scuole che hanno ridotto il numero di barriere architettoniche; la scuola delle barriere, però, non è solo l’ambiente fisico, ma anche la maniera di agire e strutturare l’attività didattica, di scegliere e selezionare i mediatori didattici. Per poter aiutare un bambino disabile non è infatti sufficiente il solo approccio scientifico; occorre invece conoscere le attività, le metodologie, i sussidi e gli ausili tecnologici che possano limitarne l’handicap, in vista del progetto di vita e dell’inclusione sociale.

LA CIRCOLARE SUI LIBRI DI TESTO Il MIUR con la Circ. n. 18/12 sui libri di testo per il prossimo anno scolastico sancisce l’obbligo di adottare testi in forma mista, cioè con parte cartacea e parte digitale; ignora però gli studenti che hanno bisogno di riadattare i testi a specifiche esigenze di apprendimento o di fruirne attraverso diversi canali sensoriali. Essi dovrebbero poterne disporre subito, senza ingiustificati ritardi e senza l’incertezza derivante dalle disponibilità di bilancio. Il libro di testo è il mediatore didattico per eccellenza; nella sua forma tradizionale è selettivo, non pensato per adattarsi a diversi bisogni e modalità di apprendimento, ma realizzato aspettandosi che altri a posteriori lo riadattino in qualche modo o lo abbandonino, optando per qualcos’altro. Se questa concezione poteva essere in qualche maniera giustificabile nei confronti di un sussidio edito esclusivamente in forma cartacea, non lo può essere però a fronte dell’art. 15 della L. n. 133/08, che prevede le adozioni di libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Tale norma, infatti, deve rispondere ai requisiti di una legge precedente sull’accessibilità, la L. 4/04 (cosiddetta Legge Stanca), che aveva previsto disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Ciò però nei fatti viene eluso dalla recente circolare.

Non si può che constatare come il cammino verso l’inclusione sia ancora piuttosto lungo.

*Il presente articolo prende le mosse dal lavoro della signora Maria Grazia Fiore
 


IN DISABILI.COM:

punto elenco

Speciale SCUOLA DISABILI

punto elenco

SCUOLA DISABILI: L’ISTAT FA IL PUNTO SULL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA