GaE a.s. 2012/13 – Adempimenti successivi
alla trasmissione delle istanze

di P.A. La Tecnica della Scuola, 11.7.2012

Facendo seguito alla chiusura delle funzioni per la trasmissione delle istanze relative all'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo, si comunica la tempistica degli adempimenti successivi

Il Miur scrive agli Usr dando due ordini di scadenze per non ritardare le attività connesse alle prossime operazioni di avvio anno scolastico.

La prima fase prevede i seguenti adempimenti:

•  entro il 13 luglio: presa in carico istanze di:
- scioglimento riserva,
- iscrizione negli elenchi aggiuntivi di sostegno,
- degli aspiranti con diritto a riserva.

• dal 17 luglio: esame delle domande pervenute e presa in carico puntuale delle domande inoltrate con anomalia;

• dal 20 luglio: produzione graduatorie definitive di prima, seconda e terza fascia;

La seconda fase, immediatamente successiva, prevede i seguenti adempimenti:

• dal 23 luglio: presa in carico delle istanze relative alla fascia aggiuntiva e produzione degli elenchi di supporto;

• dal 24 luglio: valutazione delle domande da parte degli USP e convalida o aggiornamento delle istanze prese in carico;

• dal 26 luglio: prenotazione graduatorie provvisorie della fascia aggiuntiva;

• dal 27 luglio: pubblicazione delle graduatorie provvisorie ed esame dei reclami;

• dal 3 agosto: pubblicazione delle graduatorie definitive.
 

Importantissima la precisazione relativa alla parità di trattamento fra gli aspiranti che, inclusi erroneamente sul sistema informativo con riserva della tipologia "R" (inclusione con riserva non confermata) o "S" (attesa conseguimento abilitazione), hanno potuto sciogliere la riserva e quelli che, pur trovandosi nella stessa situazione amministrativa, erano inclusi correttamente con il codice "T" (ricorso pendente) e si sono iscritti nella fascia aggiuntiva. Nell'eventualità in cui questo sia accaduto occorre cancellare gli aspiranti che hanno acquisito impropriamente la posizione di terza fascia con i codici R ed S e inserirli puntualmente, tramite le funzioni SIDI, nella fascia aggiuntiva. Si ricorda che, se l'intervento fosse precedente alla presa in carico massiva, la domanda non sarà più presa in carico e dovrà essere trattata puntualmente in tutte le sue parti.
 

Per quanto riguarda il titolo di studio, dice la CGIA di Mestre che ha fatto il focus sui lavoratori atipici, quasi uno su due (per l’esattezza il 46% del totale) ha un diploma di scuola media superiore, il 39% circa ha concluso il percorso scolastico con il conseguimento della licenza media e solo il 15,1% è in possesso di una laurea.

La più alta concentrazione di lavoratori precari italiani è nel Pubblico impiego.

Infatti, nella scuola e nella sanità ne troviamo 514.814, nei servizi pubblici e in quelli sociali 477.299. Se includiamo anche i 119.000 circa che sono occupati direttamente nella Pubblica amministrazione (Stato, Regioni, Enti locali, etc.), il 34% del totale dei precari italiani è alle dipendenze del Pubblico (praticamente uno su tre). Gli altri settori che registrano una forte presenza di questi lavoratori atipici sono il commercio (436.842), i servizi alle imprese (414.672) e gli alberghi ed i ristoranti (337.379).

E’ il Sud l’area geografica che ne conta il numero maggiore. Se oltre 1.108.000 precari lavorano nel Mezzogiorno (pari al 35,18% del totale), le realtà più coinvolte, prendendo come riferimento l’incidenza percentuale di questi lavoratori sul totale degli occupati a livello regionale, sono la Calabria (21,2%), la Sardegna (20,4%), la Sicilia (19,9%) e la Puglia (19,8%).

“Su un totale di oltre 3.315.000 lavoratori senza un contratto di lavoro stabile", dice Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre, "quasi 1.289.000, pari al 38,9% del totale, non ha proseguito gli studi dopo aver terminato la scuola dell’obbligo. Questi dati smentiscono un luogo comune che identifica il precario in un giovane con un elevato livello di studio. Per questo è necessario pensare anche a questi lavoratori con un basso livello professionale che con la crisi rischiano di essere spazzati via dal mercato del lavoro”.

Dalla CGIA ricordano che l’esercito dei lavoratori atipici è costituito da:

i dipendenti a temine involontari;

i dipendenti part time involontari;

i collaboratori che presentano contemporaneamente 3 vincoli di subordinazione: monocommittenza, utilizzo dei mezzi dell’azienda e imposizione dell’orario di lavoro;

i liberi professionisti e lavoratori in proprio (le cosiddette Partite Iva) che presentano in contemporanea i 3 vincoli di subordinazione descritti nel punto precedente".