SCUOLA

Organico Funzionale La montagna
ha partorito il topolino?

dal blog di Liborio Butera, 6.2.2012

Riportiamo qui su A Ruota Libera un articolo pubblicato su “La Scuola Iblea” che analizza nel dettaglio il nuovo organico funzionale, proponendo ai lettori anche una tabella comparativa con quelli che erano i provvedimenti proposti e quelli successivamente approvati.

Nel testo definitivo del decreto legge sulle semplificazioni approvato dal governo il 3/2/2012 vi sono delle modifiche sostanziali rispetto al testo presentato in bozza (per un confronto si veda la nostra tabella comparativa ). In particolare:

1) Si costituiscono reti di scuole con il preciso obiettivo “di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie”

2) L’organico di autonomia, così come nel testo in bozza, è costituito sui “fabbisogni con carattere di stabilità per almeno un triennio sulla singola scuola, sulle reti di scuole e sugli ambiti provinciali, anche per i posti di sostegno” – ma nel testo definitivo appare la seguente frase “fatte salve le esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale”, mentre sparisce la parte in cui tale organico veniva dimensionato sull’organico 2011/12

3) Sparisce il riferimento al dimensionamento dell’organico di rete a 10.000 unità

4) Viene inoltre esplicitato che dall’attuazione di tale decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Riepilogando, la situazione che si determinerebbe è la seguente:

1) le scuole si devono unire fra loro in reti di scuole;

2) vi saranno due organici: uno è quello della singola istituzione scolastica (organico dell’autonomia) ed uno è quello delle scuole unite in rete (organico di rete), di supporto alle scuole nell’attività di integrazione degli alunni disabili e nella lotta alla dispersione scolastica;

3) entrambi questi organici sono determinati sulla base del fabbisogno storico degli ultimi tre anni, sempre calcolati con i vincoli della riforma Gelmini, ma tali organici possono essere comunque rimodulati ogni anno;

4) il tutto a spese zero.

Lo scenario che sembra aprirsi è che l’organico di diritto, costituito sull’effettiva necessità di docenti e calcolato ogni anno a giugno, non è più in vigore; al suo posto compare l’organico dell’autonomia, il quale sarà calcolato sulle serie storiche delle cattedre stabili degli ultimi tre anni delle scuole e della provincia, con conseguenze al momento non prevedibili. Cioè, una cattedra di qualsiasi disciplina sarà effettivamente in organico solo se è costituita stabilmente da almeno tre anni nella scuola, tenendo inoltre conto degli esuberi nella provincia.

Tale organico però non è bloccato per tre anni, infatti ogni anno sarà rimodulato in base alle nuove esigenze. Ma con il vincolo che “a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed ATA della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell’anno scolastico 2011/2012” (Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 art 19 comma7).

Inoltre le scuole collegate in rete possono scambiarsi risorse umane e strumentali, il che sembrerebbe aggirare la legislazione sulla contrattazione collettiva annuale sui trasferimenti dei docenti.

Il tutto, infine, deve essere applicato senza alcuna spesa aggiuntiva, e con un risparmio “da 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012” ( legge 6 agosto 2008, n. 133,art. 64, comma 9 ) il che ci fa pensare che l’unica vera motivazione alla base di tale riforma è ottenere risparmi.

Ci auguriamo che ciò venga ottenuto con una maggior razionalizzazione dell’impiego delle risorse umane e finanziarie e non con ulteriori tagli. Aspettiamo i decreti attuativi per chiarirci le idee.

Per tal motivo non ci sentiamo di condividere il parere del segretario Nigi SNALS-CONFSAL : “Con l’organico pluriennale si aprirà una nuova fase per istituzioni e personale scolastico e diminuirà il precariato ”, affermazione che ci appare prematura ed eccessivamente ottimistica”