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Pensioni docenti. Niente da fare
Non passa la possibilità per i docenti  di lasciare il lavoro con le vecchie regole

 GildaVeneziaNews, 14.2.2012

Gli insegnanti continueranno ad essere trattati diversamente dagli altri lavoratori del pubblico impiego.

E' stato bocciato, infatti, dalla commissione Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, l'emendamento del Pd che prevedeva la possibilità per i docenti che matureranno i requisiti per la pensione entro il 31 agosto prossimo di lasciare il lavoro con le vecchie regole. Così come è stato per i dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre scorso. Non è passata la richiesta della senatrice Mariangela Bastico di un trattamento differenziato dei docenti, che "lavorano non sull'anno solare, ma su quello scolastico e dunque non possono andare in pensione l'1 gennaio, ma solo l'1 settembre. Ma non c'e' stato verso".

Perciò circa 4mila prof rimarranno fuori dai giochi e slitteranno automaticamente dentro al nuovo sistema disegnato dal governo Monti con un ritardo netto della loro pensione. Lega e Pdl hanno votato contro l'emendamento del Pd. E anche parte del centro.

Secondo i calcoli effettuati dal Pd il contingente che avrebbe beneficiato delle vecchie regole sarebbe stato di circa 4mila insegnanti con un costo, a giudizio della Bastico, di 215 milioni per la copertura fino al 2105. Secondo la Ragioneria di Stato i beneficiari sarebbero invecei 6mila con un costo calcolabile attorno ai 600 milioni.Il PD tuttavia ha dichiarato di voler "ritentare" l'inserimento "in qualche altro provvedimento".