Assunzione diretta dei docenti/2.
Formigoni chiama in causa Trento

da TuttoscuolaNews, n. 531 10.4.2012

Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, difende la norma inserita nella “Legge sulla crescita e lo sviluppo” che prevede l'assunzione di insegnanti tramite concorso d'istituto (e non a chiamata diretta), dichiarando che la disposizione “va nella direzione di un maggiore riconoscimento dell'autonomia scolastica e non certo in quella di dare maggiore potere alla Regione come qualcuno ha detto”.

“Si tratta di un provvedimento - ha aggiunto il presidente - che va sulla strada di un federalismo autentico, cioè del riconoscimento dell'autonomia della società civile, nel segno di una maggiore responsabilità e qualità”.

Formigoni non si limita a difendere la “sua” legge, ma contrattacca, rintuzzando alcune dichiarazioni di esponenti del PD dichiarando che “In questa direzione c'è già qualcuno in Italia che è più avanti e si tratta della Provincia autonoma di Trento, amministrata dal Centrosinistra”.

Probabilmente il presidente lombardo si riferisce alla legge 7 agosto 2006, n. 5 della provincia autonoma di Trento che contiene in materia molti aspetti svincolati dagli ordinamenti scolastici nazionali, e al recente annuncio dell’assessore all’istruzione della giunta trentina, Marta Dalmaso, di “provare a sparigliare le carte” con una sperimentazione (si veda la notizia su tuttoscuola.com “Reclutamento e carriera, dalle parole ai fatti. A Trento”). La questione si complica: la vertenza da politica potrebbe diventare costituzionale.

Formigoni ha sottolineato la singolarità della situazione italiana, in cui, a suo parere, è permesso a una realtà di 300.000 abitanti, cioè Trento, di avere una certa autonomia, che invece una regione di 10 milioni di abitanti come la Lombardia “la locomotiva d'Italia e d'Europa” fatica a vedersi riconosciuta.