Gli stipendi degli insegnanti
bassi anche a fine carriera

Rapporto Eurydice su salari dei docenti in Europa

 La Stampa, 5.10.2011

ROMA
Da quanto emerge da uno studio della rete Eurydice della Commissione europea sugli stipendi del personale scolastico in Europa le retribuzioni sono basse ad inizio ed a fine carriera.

Se lo stipendio medio di un insegnante appena salito in cattedra è infatti di 23.000 euro, alla soglia della pensione arriva a 38.000. Peggio di noi sta la Grecia con 11.000 e 22.000 euro rispettivamente a inizio e fine carriera, il Portogallo con 21.000 e 31.000 e la Slovenia con 18.000 e 28.000.

Tenendo conto sia del livello degli stipendi che delle indennità, gli insegnanti più pagati nell’Unione europea sono quelli di Lussemburgo che da neodocenti ricevono 63.000 euro e a fine servizio raggiungono la ragguardevole cifra di 125.000 euro, Danimarca (dove si parte già bene con 56.000 per arrivare a 77.000) e Austria dove a fine carriera un insegnante riesce a guadagnare più del doppio rispetto agli esordi (27.000 in ingresso, 65.000 al termine del percorso lavorativo).

Nella maggior parte dei paesi europei, il numero medio di anni che un insegnante deve lavorare per raggiungere il massimo del salario è tra i 15 e i 25 anni. Ma in alcuni Paesi come la Repubblica Ceca, la Grecia, la Spagna, l’Italia, l’Ungheria, l’Austria, la Romania e la Slovacchia ci vogliono oltre 30 anni per arrivare al top.

Nella maggior parte dei paesi europei è disponibile un’ampia gamma di indennità, oltre agli stipendi di base, ma solo la metà dei paesi prevedono indennità specifiche per l’ulteriore qualificazione professionale e per l’eccellenza nella professione.

Dalla relazione emerge pure che gli stipendi attuali degli insegnanti, incluse le indennità aggiuntive, si avvicinano ai massimi livelli della scala retributiva in molti paesi. Ciò è dovuto all’età avanzata del corpo insegnante e alle indennità di cui potenzialmente beneficiano. In Danimarca (61.804), Grecia (22.817), Finlandia (44.775) e Inghilterra (35.580), la retribuzione netta degli insegnanti è in media superiore ai livelli massimi della scala retributiva in virtù di tali indennità.

In generale, gli insegnanti in Europa hanno mantenuto inalterato il loro potere d’acquisto nel 2009 e nel 2010. La crisi economica ha avuto ripercussioni sui loro stipendi solo in alcuni paesi (Irlanda, Grecia, Spagna, Lettonia e Romania). Nello stesso periodo, i Paesi Bassi e la Polonia hanno aumentato gli stipendi degli insegnanti. Misure di austerità più recenti e imminenti in molti paesi potrebbero ripercuotersi sugli stipendi degli insegnanti e sulla spesa complessiva per l’istruzione. Tuttavia, molti governi europei - fa notare Eurydice - riservano al settore dell’istruzione un posto privilegiato all’interno dei loro programmi di riforma.