IL CASO

Studenti e insegnanti contro Bagnasco
"Perché non aiuta la scuola pubblica?"

"Il Miur ci deve 12 milioni: oltre ai suoi, può far quadrare anche i nostri conti?"

Raffaele Niri la Repubblica 20.3.2011

Lo scontro è frontale. Da una parte l'uomo che guida la Chiesa genovese (e italiana), dall'altra i genitori, gli insegnanti, gli studenti che la scorsa settimana hanno riempito piazza De Ferrari per protestare contro i tagli nella scuola e la netta preferenza del governo per gli istituti privati, a scapito di quelli pubblici. Da una parte monsignor Angelo Bagnasco, dall'altra Sos Scuola di Genova.

Eminenza - chiedono i genitori del coordinamento Sos Scuola di Genova - perché non ci aiuta a recuperare il credito di dodici milioni di euro che la scuola pubblica ligure vanta nei confronti del Miur? Per favore, oltre ai suoi, vuol provare a far tornare anche i nostri conti? Perché non fa sentire la sua voce per difendere il diritto all'istruzione per tutti, anziché rincorrere interessi particolari?

Con un lunghissimo appello, inviato ieri e firmato dal Coordinamento genitori democratici della Liguria e dai genitori del coordinamento SOS scuola di Genova, i portavoce della protesta chiedono, provocatoriamente, aiuto alla Chiesa. Il caso esplode in seguito alle dichiarazioni di Bagnasco sul sostegno alla scuola privata ("finanziata quest'anno con 245 milioni di euro" ricordano i rappresentanti di Sos scuola): "Non siamo ottusi e sappiamo che spesso il provato opera invece del pubblico, nelle situazioni in cui il pubblico non riesce a coprire un servizio essenziale alla cittadinanza o decreta, per scelta, di demandare tale servizio in via di sussidarietà. Troviamo giusto, in questi casi, che il privato sia sostenuto in qualche forma dallo Stato ma quel privato deve comportarsi come fosse pubblico: nessuna spesa per gli utenti, apertura a tutti (compresi diversamente abili e persone non residenti), parità di trattamento per i dipendenti, pagamento di tasse e imposte. rispetto delle leggi sulla sicurezza, rispetto delle idee, degli ideali e degli stili di vita degli utenti e dei lavoratori".

Simona Panichelli e gli altri portavoce del movimento pongono poi a Bagnasco una lunghissima serie di domande: "Come si sentirebbe se, pagando le tasse, ricevesse un servizio essenziale scadente (impoverito) e vedesse i suoi soldi destinati ad un vicinissimo servizio privato, già economicamente fiorente per le entrate private (rette), finanziamenti privati (enti), sgravato da spese (esempio il pagamento di alcune tasse come Ici e affini)?

Non siamo più in una situazione post bellica, dove la scuola cattolica suppliva lo Stato in territori di frontiera, in paesini dispersi nei monti. Lei pensa seriamente che i principi universalistici siano rispettati in tutte le istituzioni scolastiche cattoliche? Che i giovani diversamente abili, quelli non battezzati, quelli senza permesso di soggiorno, i figli di genitori separati, quelli di coppie miste, quelli provenienti dai campi nomadi o dalle nostre famiglie senza salario siano tranquillamente accettati in tutte le vostre scuole?". Facile prevedere ulteriori polemiche.