Se la scuola cade a pezzi

di Tito Boeri e Fausto Panunzi da La Voce.info, 6.9.2010

Il Ministro Gelmini è stata molto presente nel dibattito pubblico estivo, intervenendo ad esempio sui contrasti tra il Premier Berlusconi e il Presidente della Camera Fini, sui licenziamenti della Fiat o semplicemente parlando della sua vita privata.

Non ha neanche trascurato i suoi doveri di Ministro dell'Istruzione, rassicurando le scuole paritarie che i fondi a loro destinati non sarebbero stati toccati. Ma nulla ha detto e, soprattutto, fatto per l'edilizia scolastica. Nessun piano per migliorare gli edifici scolastici in cui le famiglie italiane manderanno tra pochi giorni i loro figli. Secondo i dati disponibili, due edifici su tre hanno più di 30 anni. Di questi solo il 22% è stato ristrutturato. Certo, c'è la crisi. Certo, è importante che i conti pubblici restino in equilibrio. Ma gli investimenti nella scuola e nell'università sono irrinunciabili per un Paese che non voglia perdere terreno nella competizione internazionale. C'è sempre chi dice che i problemi della scuola sono ben altri, ma crediamo che  tutti siano disposti a riconoscere che è difficile lavorare bene in scuole con aule a volte poco sicure, con bagni fatiscenti, palestre minuscole e poco attrezzate, con una ristretta dotazione di tecnologie per il supporto alla didattica. E’ vero, molte delle competenze sull’edilizia scolastica sono delle Province, ma il completamento dell'anagrafe edilizia era stato annunciato dal Ministro all'inizio del suo mandato. Di esso nulla si è saputo. Siamo con il Ministro quando dice che non si possono assumere tutti i precari ma non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che per la scuola italiana questa è stata un'altra estate perduta.

E cosa ci sta a fare un Ministro della Pubblica Istruzione al governo se permette che nel programma di fine legislatura si trovi spazio per il Ponte sullo Stretto e la Torino Lione (con un costo stimato per le casse dello stato di circa 20 miliardi) lasciando invece che tutti i giorni nelle aule di scuola si rischi la vita?