Pensioni:

Inpdap, abolire in Pubblica Amministrazione
limite 65 anni e 40 contributi

ASCA, 12.10.2010

(ASCA) - Roma, 12 ott - Eliminare definitivamente il limite di 65 anni per la pensione di vecchiaia e il limite dei 40 anni di contributi; favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro anticipatamente rispetto a quanto avviene ora. E' quanto suggerisce l'Inpdap (l'istituto di previdenza dei pubblici dipendenti) nell'audizione in Commissione lavoro alla Camera sul libro verde Ue sui sistemi pensionistici.

''Per assicurare la sostenibilita' del sistema pensionistico, la soluzione piu' a portata di mano - spiega l'Inpdap - e' quella di aumentare il periodo di attivita', sia prevedendo l'innalzamento dell'eta' pensionabile, sia garantendo ai giovani l'ingresso anticipato al lavoro''.

L'attivita' lavorativa piu' lunga consentira' ''una maggiore salvaguardia della tutela pensionistica e del relativo potere d'acquisto''.

Il superamento del limite dei 65 anni e' peraltro gia' insito nella norma che prevede l'adeguamento dell'eta' alla speranza di vita. ''Nel settore pubblico - dice l'Inpdap - sarebbe utile eliminare quei meccanismo automatici o semiautomatici che pongono fuori dall'amministrazione qualunque lavoratore che si trovi a raggiungere i 40 anni di contributi ovvero 65 anni di eta'. Questi limiti attualmente previsti per la Pubblica Amministrazione, hanno durata fino a tutto il 2011. Occorre evitare il rischio che diventino una norma di regime''.

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