La Scuola nel mondo:
i quiz distruggono la professione docente

Piero Morpurgo, 21.3.2010

Ogni anno in Inghilterra l’ 8% dei ragazzi di 11 anni lascia la scuola primaria senza saper leggere e scrivere e far di conto[1]. Dinanzi a un simile tasso di analfabetismo il governo ha deciso di sottoporre le scuole a test nazionali e i sindacati prima e i genitori poi sono insorti. I questionari appaiono esageratamente meccanistici e colpiscono i bambini in una fase di formazione della loro creatività. Quel che appare più grave è che tutta l’impostazione dell’accertamento dei saperi riposi su un’idea aziendalistica della scuola fondata sulla dicotomia-opposizione per cui il produttore/insegnante ha obiettivi contrari ai desideri dell’allievo/cliente: producer/consumer dichotomy assumes that what teachers want is always bad, or against the pupils' interests. This is perverse[2]. Questo assunto è folle! Insegnanti e dirigenti della National Union of Teachers e della National Association of Head Teachers  hanno deciso di boicottare queste prove note come SAT Scholastic Assessment Test. L’accusa è netta: i bambini vengono sottoposti a una didattica tutta orientata al superamento di queste indagini studiate per valutare le scuole; in realtà chi viene sottoposto ai test sono gli allievi e tutta la tensione ricade su di loro per questo i genitori si sono schierati per il boicottaggio di questi accertamenti[3] che appaiono demoralizzanti soprattutto per quanti operano in realtà difficili inoltre non danno alcuna spinta al miglioramento della scuola: they are also demoralising for schools and school leaders, particularly those working tirelessly in tough communities and they add nothing to the impetus for school improvement[4]. Di ben altro avviso è The Times che scrive: non c’è da meravigliarsi che siano le scuole che non funzionano a temere questi accertamenti[5]. Pronta la replica di un lettore che scrive: no one who understands children wants SATs[6]! Nessuno che sia in grado di comprendere i bambini chiede i quiz e questo perché la didattica viene stravolta dalla necessità di insegnare agli allievi solo come si risponde a simili questionari. Si tratta ovviamente di misurare competenze o skills e passi la domanda per cui si chiede quanti centimetri occorrono a rappresentare 15Km in una carta dove a 1Km corrispondono 5cm; ma quale mai sarà la risposta giusta al quesito perché i medicinali una volta stavano in bottiglie di vetro e oggi in contenitori di plastica (meno fragili? più economici? più sani?). L’ansia da prestazione appare evidente da un sito scolastico ove appare la scritta: Can my child fail a SATs test? NO! (in rosso). Dunque il poveretto non può sbagliare. Per vincere si suggerisce: dormire a sufficienza e avere un buon breakfast. Tuttavia non è opportuno dir ai bimbi che un insuccesso potrebbe segnare la carriera scolastica. Non serve perchè THEY CAN’T FAIL non possono sbagliare. C’è davvero da agitarsi per simili istruzioni e l’ansia cresce quando si legge che ad 11 anni si dovrà rispondere ad 80 domande in 50 minuti sui ‘ragionamenti verbali’, 72 quesiti in 40 minuti di ragionamenti non verbali, 50 questioni di matematica in 60 minuti[7]. Che cos’è il non verbal reasoning test? Ce lo dice l’università: è una prova utilizzata per l’assunzione nei posti di lavoro: provate tanto non bisogna sapere l’inglese è non verbale[8]. Alcuni esercizi sono del tutto ripetitivi[9]. E il tutto è finalizzato alla compilazione di assurde graduatorie di merito delle scuole[10], assurde perché non si considera affatto il contesto territoriale e socioeconomico delle istituzioni (povertà, immigrazione, etc.); graduatorie dalle quali non risulta vincente la didattica volta a favorire negli studenti l’interpretazione e i ragionamenti bensì l’abilità nell’esercizio ripetitivo e la risposta meccanica[11]. L’azione dei sindacati inglesi è ben fondata[12] perché una Scuola fondata sui quiz annulla l’essenza del maestro, dell’insegnante che ragiona con gli allievi e trasforma l’insegnante in un ripetitore ovvero in un esercitatore che umilia le aspirazioni di intelligenza degli studenti e dei loro genitori nonché la professione docente.

 

                                                                                   Piero Morpurgo

                                                                                    Gilda Vicenza