L'intervento

Lobby per salvare i precari

 Sen. Salvo Fleres La Sicilia, 12.6.2010

E' importante richiamarsi ai valori culturali della destra o della sinistra se il tema in discussione è il destino di quasi 30.000 precari siciliani?

E' importante, ai fini della soluzione di un problema di viabilità o di trasporti, di infrastrutture o di costo del denaro, di semplificazione burocratica o di contenimento della spesa pubblica fare appello a Marx o a Sturzo, a Mazzini o ad Habermas, a Popper o a Pareto?

Certo! Se stiamo tenendo una lezione all'Università o una conferenza a Lions è importante, ma se dobbiamo risolvere il problema nella sua contingenza è molto più importante conoscere le cause che lo hanno prodotto e confrontarsi sulle ipotesi di soluzione, magari tenendo conto della realtà così com'è, del contesto sociale, economico e politico in cui si opera e del consenso che è necessario raccogliere tra gli attori in gioco.

Non voglio affatto snobbare né la cultura, né il valore ideologico delle posizioni di ciascuno, voglio soltanto dire che i problemi di tutti i giorni sono talmente palesi e talmente concreti da ridurre al minimo le varianti risolutive possibili. Vado al dunque.

In questi giorni si discute in Parlamento una manovra complessa e molto difficile. All'interno di questo quadro, la nostra regione costituisce un coacervo di problemi che non può lasciare spazi a divisioni di sorta, pena la tragedia di tanti.

Il percorso per far risorgere una politica meridionalista, come l'auspicavano Francesco Compagna o Feliciano Rossitto è piuttosto lungo e presenta numerose variabili, dunque, in attesa che i diversi nodi si sciolgano sarebbe sufficiente che si costituisca, attorno ai fatti, non una corrente ideologica, non un partito ma una lobby politico-parlamentare in grado di offrire alla Sicilia, subito e senza alcun indugio, nuove opportunità o le permetta di non perdere quelle di cui essa già dispone.

Una cosa, però, deve essere chiara: nessuno pensi di potere chiedere nulla se non è disposto a cedere qualcosa. Insomma, nessuno pensi, per esempio, di poter ottenere la deroga per stabilizzare i precari per poi continuare a sprecare risorse pubbliche con feste, viaggi o consulenti inutili, perché nessuno, fuori dalla Sicilia, è disposto a fare sacrifici per consentire alla Sicilia di perpetrare i soliti sprechi.