Scuola

Riforma superiori penalizza geografia,
al via petizione

E corsi università rischiano saltare: associazioni si ribellano
Destinata a scomparire quasi del tutto

  ApCOM, 26.1.2010

Roma, 26 gen. (Apcom) - Dopo i chimici, i filosofi, i grafici e gli informatici è la volta dei geografi: con l'avvicinarsi dell'approvazione della riforma delle superiori si moltiplicano le categorie di docenti che, attraverso le associazioni di categoria, si organizzano con petizioni e raccolte firme contro le novità imposte dal ddl che ridimensiona determinati raggruppamenti di ore di insegnamento. Stavolta a tentare un cambiamento in extremis, nei pochi giorni che precedono l'approdo dei tre schemi di regolamento in Cdm, sono le associazioni di geografia. E poiché non c'è tempo da perdere stanno cercando di raccogliere consensi attraverso internet: su www.aiig.it, www.luogoespazio.info, www.societageografica.it tutti gli interessati alla causa (studenti, famiglie, docenti, intellettuali) sono chiamati a dare il loro appoggio ad un'unica petizione on line.

Nella presentazione del documento le associazioni di categoria spiegano le conseguenze della riforma qualora dovesse essere approvata così come è formulata oggi (dopo la prima approvazione in Cdm e i pareri espressi dagli organi competenti): la materia, sostengono i geografi, subirebbe un sensibile decremento di ore settimanali. Ed in certi casi scomparirebbe del tutto perché le ore non verrebbero più affidate a laureati in geografia, ma a docenti di materie similiari.

La decisione presa dal ministero, in questi giorni all'esame del governo, rischierebbe, inoltre, di ridurre ulteriormente il già limitato numero di iscrizioni alle università che organizzano corsi di geografia. E poiché anche il settore accademico sarà presto investito da una riforma incentrata sui risparmi, per molte di queste Facoltà (con sempre meno frequentanti) diventerà difficile sopravvivere.

"Fare geografia a scuola - scrivono le associazioni - vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro".

Malgrado questo "nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali in via di definizione - si legge sempre nella petizione - la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata. Privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo".