La bocca di Pandora

 Sandro Mattiazzi e Andreina Mezzacapo, 20.9.2009

Non eravamo certo abituati a tanto; mai avevamo udito un ministro, un ministro della Repubblica Italiana, usare il turpiloquio come usuale strumento dialettico: eppure il ministro Renato Brunetta nel “raduno” del PDL a Cortina ha definito la “sinistra per male” una sinistra parassitaria e composta da una “èlite di merda”; proprio così! Non ha usato mezzi termini (come in altri occasioni) il raffinato ministro.

D’altro canto la carriera politica del sedicente ministro è costellata da turpiloqui; basti pensare ai famosi “fannulloni”, alle sue sparate, alle sue dichiarazioni basate su dati auto-referenziali, alle sue allusioni/minacce verso persone o categorie, allusioni/ minacce di stampo malavitoso.

Quando il ministro apre bocca è come se si aprisse il vaso di Pandora: ne esce sicuramente del male, la gradazione del quale dipende dall’argomento, dalla sede ove parla, dagli interessi politici ed economici che vengono trattati.

Comunque sia i colpevoli sono sempre quelli; i semplici lavoratori dipendenti (non di certo i dirigenti) i quali costituzionalmente (con l’appoggio della “sinistra per male” e del, per sua conseguenza logica, sindacato per male) truffano lo Stato e dal punto di vista economico (false malattie) e dal punto di vista dell’efficienza (disorganizzazione, menefreghismo ecc. ecc.).

Ma poi preso dal furore, coinvolge nella sua personalissima e parossistica campagna magistrati, medici; ecco allora i “tornelli”, ecco allora le minacce di “galera” per medici corrotti che secondo Brunetta devono essere stati tantissimi se non tutti, visto i dati che ora lui snocciola attorno alla diminuzione di assenze per malattia.

In realtà, la diminuzione di assenze per malattia, è successa perché il ministro Brunetta ha reso la malattia una colpa; una colpa che deve essere pagata con trattenute maggiorate sullo stipendio e che doveva essere punita con una sola ora al giorno (dalle 13 alle 14) di uscita per procurarsi medicine o quanto serve; diciamo “doveva” perché sono stati ripristinati i precedenti criteri (in merito alle fasce orarie).

Questo costituisce una prima e significativa sconfitta per il ministro Brunetta: siamo certi, inoltre, che sfumato il suo impatto populista, da osteria, da chiacchiera da bar, da alfiere di banalità e stereotipi, il “fenomeno Brunetta” scomparirà definitivamente.

La sua bocca di Pandora conosce due uniche strade, quella del turpiloquio (come abbiamo già detto) e la via della ottusa e qualunquistica semplificazione; per il ministro, infatti, il mondo si divide in buoni e cattivi, in virtuosi e lazzaroni, in collaboratori e in disfattisti e così di seguito.

La sua detestazione per discorsi che abbiano una qualche “complicazione”, la sua detestazione per gli intellettuali (guarda caso tutti di sinistra, tutti parassiti), la sua esaltazione per la meritocrazia, (e visto il personaggio preferiamo non immaginare i criteri di valutazione che potrebbe concepire) la sua detestazione per mille altre “cose” compresa l’arte e la cultura (intesa anche quella come qualcosa di “sinistra per male”), fanno del ministro Brunetta un ministro che appare spinto da troppi livori forse dovuti a “misteriose” ragioni, ragioni che sicuramente avrebbe dovuto dipanare in altro modo e non attraverso la dignità dei lavoratori.

Se questo governo dovesse cadere o se dovesse essere rimpastato doversamente, non crediamo che la figura di Brunetta potrebbe trovare spazio per qualche ruolo istituzionale; poiché siamo convinti che anche all’interno della stessa maggioranza, il suo stile, le sue esternazioni, le sue iniziative, abbiamo creato forti perplessità.

Noi come opposizione (a questo ministro, intendiamo) auspichiamo che Brunetta politicamente scompaia; ne trarrebbe vantaggio il buon gusto, la vita politica, l’immagine della Nazione all’estero.

Inoltre, si potrebbe finalmente por mano in modo serio alla questione del Pubblico Impiego senza la maleducazione e le isterie che il nostro ministro ha saputo regalarci e continua a proporci.


Mestre 20 settembre 2009

 

   Sandro Mattiazzi                 Andreina Mezzacapo

    Direttivo G I L D A               Consigliera Municipalità 
Venezia                                 di Mestre