Lesione del diritto all'insegnante di sostegno È indubbiamente un'Ordinanza importante quella di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi, con la quale il TAR della Puglia ha ribadito come il diritto delle persone con disabilità al sostegno sia «un diritto soggettivo fondamentale». Unico problema è che questo tipo di provvedimenti non possono avere una ricaduta immediata arrivando alcuni mesi dopo l'inizio dell'anno scolastico. Restano però come utile monito per gli anni successivi e possono portare a un congruo risarcimento del danno per gli studenti con disabilità cui sia stato leso il diritto allo studio. di Francesco Marcellino* da Superando, 17.3.2009 La testata «Superando» - con la professionalità cui ha abituato i suoi lettori - ha aggiornato nei giorni scorsi circa l’emissione di una nuova pronuncia (TAR Puglia, Sez. II, Ord. Sospensiva n. 100/2009), che accoglie la domanda incidentale di sospensione della mancata erogazione e/o diminuzione di ore di insegnante di sostegno a degli alunni con disabilità [se ne legga cliccando qui, N.d.R.]. Mi accingo dunque ad un breve commento tecnico della suddetta Ordinanza, essendomi reso conto - già dalla prima lettura - che non si tratta di una semplice ordinanza "conforme" ad un orientamento di tutela verso gli studenti con disabilità, ma di un'importante ordinanza con cui il Giudice Amministrativo - seppur con le peculiarità della sede cautelare - motiva e approfondisce il fumus boni iuris (ovvero la bontà delle ragioni giuridiche a fondamento della richiesta di giustizia), con riferimento all'ultima normativa vigente (Leggi Finanziarie anno 2007 e anno 2008) e le Circolari Ministeriali (in particolare la n. 19 del 1° febbraio 2008) che ne sono seguite.
Rilevante in quanto - anche a conferma
della precedente pronuncia del TAR di Catania (di cui si può leggere
in questo stesso sito cliccando
qui) - pure il TAR della Puglia stabilisce che le leggi vigenti
non sono poi così restrittive o lesive dei diritti
all’integrazione scolastica e allo studio delle persone con
disabilità. Segue il ragionamento logico giuridico. Cosa dire, se non condividere parola per parola, ricordando anche che uguali affermazioni vengono fatte dalle famiglie (e dagli operatori del settore) in occasione di convegni e pubblici dibattiti?
Nel successivo capoverso, quindi, il
TAR della Puglia, conferma quella lettura che - primo fra tutti il
vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per
il Superamento dell'Handicap) avvocato Salvatore Nocera -
era stata data alla nuova normativa introdotta dalle Leggi
Finanziarie per il 2007 e il 2008; ovvero che il diritto
all’insegnante di sostegno «…deve rapportarsi alle
effettive esigenze rilevate del disabile, secondo un giudizio
che non è rimesso alla discrezionalità dell'amministrazione, bensì
demandato in via esclusiva alla valutazione della competente ASL
[grassetto e sottolineato nostri, N.d.R.]». Insomma, non si vede a cosa possano servire gli strumenti (e passaggi burocratici amministrativi) quali la Diagnosi Funzionale, il Profilo Dinamico Funzionale e il Piano Educativo Individualizzato e la conseguente individuazione del numero di ore di insegnante di sostegno necessarie per l’alunno con disabilità che ne deriva, se, al momento dell’assegnazione dell’insegnante, il numero di ore risulta inferiore a quello determinato dagli organismi competenti (che non è solo l’ASL, ma questa insieme ai Gruppi di Lavoro Handicap).
Ed è chiarissimo il Tribunale
Amministrativo Regionale Pugliese nel sostenere - ad onor
del vero con argomentazione logico-giuridica già sostenuta da chi,
avendo cura degli interessi degli alunni disabili e anche del buon
funzionamento della "cosa pubblica" - che «…l’erogazione di un
servizio di sostegno che non sia adeguato alle effettive esigenze
del disabile come specificamente individuate dall'ASL integra
mancata erogazione del servizio medesimo e inutile spreco di
risorse finanziarie [grassetto nostro, N.d.R.]». Insomma, la considerevole diminuzione di insegnamenti di sostegno e la conseguente limitazione del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dell’alunno con disabilità registrata quest’anno non risulta essere legittima, se incongruente con il lavoro di valutazione (fondamentale) e di certificazione compiuto dagli organi competenti (di concerto con la famiglia, si ricorda), in sede di stesura di Diagnosi Funzionale, Profilo Dinamico Funzionale e Piano Individualizzato di Studi. Si deve registrare, però, che purtroppo i tempi - anche in sede cautelare - non riescono a fornire ristoro (la scuola inizia a settembre e le pronunce anche cautelari giungono in genere tra dicembre e febbraio) agli studenti e alle loro famiglie (salvo che queste, già tra luglio e settembre, si informino e si attivino per l’azione). Si auspica, almeno, che ciò serva da monito per il successivo anno scolastico e quale fonte per un congruo risarcimento del danno a beneficio dello studente a cui è stato leso il diritto allo studio. Risarcimento del danno che magari potrà aiutare il giovane a sostenere il prosieguo degli studi e la sua piena integrazione sociale e lavorativa.
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Avvocato. |