Sentenza della Consulta/1.
Chi ha vinto e chi ha perso

da TuttoscuolaNews N. 401, 6 luglio 2009

Come dopo un confronto elettorale. La sentenza n. 200 del 24 giugno 2009, con la quale la Corte Costituzionale si è pronunciata sui ricorsi presentati da diverse regioni contro i provvedimenti della riforma Gelmini, ha provocato opposte reazioni di vittoria, proprio come capita dopo le elezioni politiche, quando ogni partito, secondo la propria visuale di valutazione, afferma il proprio successo o la propria "œtenuta" (termine con il quale si cerca spesso di mascherare un risultato deludente) e parla di sconfitta dell'avversario.

"Un successo per le Regioni e una bocciatura per il metodo del ministro Gelmini" (Bersani); "riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo dell'art. 64" (Gelmini); "è una vittoria della scuola, delle Regioni e della Costituzione" (Silvia Costa); "la sentenza conferma quanto da noi sostenuto nei ripetuti confronti con il ministro" (Borghi, Uncem); "è un successo per Regioni e Comuni, ma prima di tutto una vittoria per le famiglie e per i loro bambini" (Giambrone, IdV).

Anche sul fronte sindacale la sentenza è stata salutata favorevolmente come avvio di una nuova stagione di revisione della riforma Tremonti-Gelmini per la modifica delle norme di razionalizzazione del sistema di istruzione.

Ma cosa dice nel merito la pronuncia della Corte, contenuta in un ricco dispositivo di 23 pagine, e qual è la sua esatta portata? Ne riportiamo il testo integrale (http://www.tuttoscuola.com/ts_news_401-1.doc) e un prospetto di sintesi (Sintesi degli esiti dei ricorsi di legittimità presentati da alcune Regioni alla Corte Costituzionale. Sentenza n. 200/24.6.2009) con le norme impugnate, la posizione delle nove regioni ricorrenti (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia) e l'esito dei loro ricorsi, diversi per quantità (il Piemonte ne ha presentati sei, la Calabria uno) e per qualità (cinque regioni contro tutto l'art. 64, quattro solo per la norma, espunta, sul commissariamento delle regioni).

Si può dire che la sentenza riguarda 6 punti dell'art. 64 della legge n. 133/2008. Su 4 punti dà ragione al Governo, su uno dichiara la cessazione del contendere, trattandosi di norma già espunta dalla L. 133, mentre su un punto accoglie il ricorso delle Regioni. Ma si tratta di un punto importante, soprattutto per il significato che assume la sentenza."