Concorso per Dirigenti scolastici:
Voci di una nuova infornata

 Gennaro Capodanno, 28.6.2009

Le due recenti sentenze del Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione siciliana, su ricorso promosso da due distinti partecipanti al corso-concorso per il reclutamento di 1.500 dirigenti scolastici su base nazionale, bandito con D.D.G 24.11.2004, sentenze che hanno di fatto sancito l’annullamento della procedura concorsuale regionale per l’assunzione di 200 dirigenti scolastici in Sicilia, rischiano di produrre effetti inaspettati. Terminate infatti le elezioni europee ed amministrative, si parla sempre con maggiore insistenza di una possibile soluzione che invece di dare attuazione alla decisione del Tribunale di giustizia amministrativa della regione siciliana, andrebbe a sanare la posizione di tutti coloro che, avendo partecipato al suddetto concorso, anche nelle altre regioni italiane, si trovano nelle condizione di avere un ricorso amministrativo, per lo più motivato dalle stesse ragioni addotte dai colleghi della Sicilia, deciso, come nei due casi in premessa, o ancora pendente presso il Consiglio di Stato o presso il Consiglio di Giustizia amministrativa. In pratica, mutatis mutandis, ci si potrebbe trovare nella stessa condizione che portò alla presentazione dell’emendamento 18.1650, che modificò il comma 619 della legge finanziaria 2007, con il quale si consentì l’assunzione, oltre che dei vincitori pleno jure anche dei cosiddetti “riservisti”, vale a dire di coloro che avevano partecipato alle prove concorsuali propedeutiche alla fase di formazione, superandole, senza possedere però, i requisiti previsti nella fase preselettiva, ammessi, cioè, con riserva sulla base di un provvedimento cautelare in sede giurisdizionale o amministrativa.

Negli anni 2007 e 2008 per poter consentire a tutti i partecipanti che avevano superato le prove selettive, risultando inseriti nelle graduatorie di merito, pleno jure e riservisti, di essere assunti, anche attraverso i meccanismi dell’intersettorialità e dell’interregionalità, introdotti con la Legge n. 31/2008, si dovette procedere con due distinti decreti, richiedendo l’autorizzazione al MEF, per ulteriori assunzioni di dirigenti scolastici, rispettivamente per 699 posti nel 2007 e per 794 nel 2008, arrivando dunque ad un totale, per il solo concorso ordinario - quindi senza considerare gli ulteriori 1.612 posti del concorso riservato a coloro che avevano ricoperto la funzione di preside incaricato almeno per un anno - di circa 3.000 assunzioni al posto dei 1.500 posti originariamente previsti. Rimane, allo stato, ancora una quota complessiva di partecipanti ai due concorsi ancora inseriti nelle graduatorie di merito e non ancora assunti, stimata in 660 idonei in attesa di nomina, per assumere 558 dei quali il 13 maggio scorso il Ministero avrebbe inviato una prima richiesta di autorizzazione al MEF.

Ma adesso, dopo le due sentenze citate, la soluzione prospettata, della quale già si vociferava in piena campagna elettorale, consentirebbe, anche in mancanza del superamento delle prove selettive, a partire da quelle scritte, di essere assunti come dirigente scolastico. Si avrebbe così una nuova infornata di alcune centinaia di partecipanti che hanno ancora ricorsi pendenti dinanzi ai tribunali della giustizia amministrativa. Se tutto ciò corrispondesse al vero – ma ci auguriamo che il Ministero competente voglia prontamente smentire le notizie che stanno circolando al riguardo - , il concorso ordinario per dirigenti scolastici verrebbe totalmente snaturato, non solo per il notevole numero di posti in più assegnati, sottratti ovviamente ad un successivo concorso del quale oramai non si parla neppure più, ma anche perché una parte dei dirigenti assunti, non solo non sarebbe stata, all’atto della partecipazione, in possesso dei requisiti utili a superare la fase preselettiva ma addirittura non avrebbe poi superato nemmeno una delle prove selettive previste nel bando, venendo, presumibilmente, ammessa direttamente al corso di formazione.

 

Gennaro Capodanno - Napoli
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