Operazione trasparenza Brunetta,
su siti istituti è flop

Non c'è traccia dati su presidi e assenze: scadenza era 31 luglio

A settembre ministero invierà lista 'nera' presidi inadempienti

  ApCOM 16.8.2009

Complice il periodo estivo, con il personale in ferie, le aule chiuse e gli studenti in vacanza, non sembra aver riscosso grande seguito l'"Operazione trasparenza" voluta dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che avrebbe dovuto prevedere, entro il 31 luglio, la pubblicazione sui siti internet degli istituti i dati riguardanti curriculum e stipendi dei presidi oltre che le assenze del personale in servizio presso. La scadenza, che si riferisce alla norma contenuta nell'articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 ("Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile"), è inserita nella una circolare applicativa, la n.3, del Dipartimento della Funzione Pubblica datata 17 luglio. In base alla circolare applicativa emessa dalla Funzione pubblica gli istituti avrebbero già dovuto creare una sezione ad hoc, richiamata in modo chiaro ed evidente nella home page, con all'interno i dati richiesti.

Ebbene, sino ad oggi, ad oltre due settimane dalla scadenza, i siti delle scuole non contengono le informazioni richieste dalla Funzione pubblica: da una ricognizione svolta da Apcom su un campione casuale di siti scolastici, appartenenti a tutti i cicli, le indicazioni firmate dal ministro Brunetta sembra che non siano giunte a destinazione: nessuno dei siti internet visionati contiene, infatti, il curriculum vitae (titoli di studio, esperienze professionali, pubblicazioni) e la retribuzione del dirigente responsabile, né tantomeno i tassi mensili delle assenze e di presenza del personale. Tra i siti visionati, anche quelli del liceo classico Kant di Roma, il liceo 'Parini' di Milano, il circolo didattico 'Dante Alighieri' di Napoli, la scuola media 'Cavour' di Palermo, il Liceo scientifico 'Righi' di Cesena, l'Isiss Magarotto di Roma, la scuola primaria 'De Amicis' di Fiume Veneto. Eppure la circolare era stata molto esplicita. Ad esempio, su quest'ultimo punto, quello del mancato servizio dei dipendenti, spiegava: "nel computo delle assenze - spiega l'applicativo di metà luglio - dovranno essere calcolati insieme, in modo indifferenziato, tutti i giorni di mancata presenza lavorativa a qualsiasi titolo verificatosi (malattia, ferie, permessi, aspettativa, congedo obbligatorio, ecc..)".

Ed anche la legge 69/2009 non sembrava dare spazio ad interpretazioni fuorvianti: ogni pubblica amministrazione "ha l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet - si legge nel comma 1 dell'articolo 21 - le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale".


La lista delle amministrazioni pubbliche dello Stato interessate all'obbligo di inserire i dati risulta assai lunga: in base al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, cui fa riferimento anche la legge n. 69/2009, riguarda infatti "gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale".

Ne consegue che la richiesta fatta dal ministero della Funzione pubblica di inserire i dati professionali dei dirigenti non riguarda solo i 10.000 della scuola, ma complessivamente ben 190 mila responsabili della pubblica amministrazione: tra cui i 137.000 dirigenti della Sanità, i 15.000 di regioni ed enti locali ed i 3.800 appartenenti al comparto ministeri.

Stesso discorso, anche se solo per le assenze, vale per i 3 milioni e mezzo di dipendenti della Pa. È bene, a questo punto, che i dirigenti a capo di queste istituzioni pubbliche facciano in fretta: a settembre il ministero della Funzione pubblica pubblicherà, infatti, quelli che hanno rispettato la legge e quelli che non l'hanno fatto. A quel punto i responsabili inadempienti potrebbero essere sottoposti a verifiche dirette: nella scuola potrebbero ad esempio essere effettuate in occasione delle ispezioni periodiche svolte dai revisori dei conti.

Ma non finisce qui: "l'Operazione trasparenza" voluta dal ministro Brunetta prevede infatti anche l'invio da parte delle amministrazioni di tutti gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni con la descrizione e la durata dell'incarico. Ad iniziare, proprio, dal settore dell'istruzione, quindi Scuola e Università: a luglio la Funzione pubblica ha fatto sapere che meno della metà delle amministrazioni coinvolte avrebbero inviato le informazioni richieste. Anche su questo versante, a ferie concluse, si prevedono solleciti.