manovra d'estate

Docenti dimezzati e orario corto
per una scuola in economia.

D.L. n. 112

V. Motzo Il Sole 24 Ore, 12.9.2008

La c.d. riforma Brunetta, ispirata a finalità di contenimento e riduzione della spesa per il pubblico impiego, nonché di "moralizzazione" dell'intero settore, ha introdotto numerose novità anche nell'ambito della scuola. Il Dl n. 112 del 25 giugno 2008, come convertito dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008, infatti, al Titolo III (Stabilizzazione della finanza pubblica), nel Capo II (Contenimento della spesa nel pubblico impiego) prevede le più numerose novità in tema di organizzazione scolastica (art. 64). Tra le direttive della riforma, la revisione degli ordinamenti scolastici; la riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per l'educazione degli adulti ed i corsi serali e un razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola. Guida al pubblico impiego nel numero di settembre ha pubblicato sul tema l'approfondimento di Valeria Motzo, magistrato della Corte dei conti ed esperta della scuola. Il fascicolo sarà disponibile a breve, per gli abbonati, in formato Pdf all'indirizzo ww.pubblicoimpiego.ilsole24ore.com
 

Le novità in arrivo

La prima stesura del documento di programmazione, attualmente in attesa d'essere esaminata dalle commissioni parlamentari competenti per materia e dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, ha individuato una sequenza organica di azioni strettamente correlate riferite alle seguenti macro-aree:

- revisione degli ordinamenti scolastici;

- riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per l'educazione degli adulti ed i corsi serali;

- razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola.

Gli interventi di razionalizzazione in questione consentiranno di ridurre nel triennio 2009-2012 di 88.900 unità i posti del personale docente e di 44.500 i posti del personale Ata e di ottenere i conseguenti risparmi di spesa.


La revisione degli ordinamenti scolastici

Con riferimento alla revisione degli ordinamenti scolastici si intende attivare iniziative volte ad armonizzare e a ricondurre in un quadro coerente i diversi interventi di riforma ordinamentale che si sono succeduti negli ultimi anni e riformulare, all'interno dei diversi ordini di scuola, gli assetti orari.


Interventi sui curricoli e razionalizzazione dei piani di studio

Sono in programma queste azioni:

a) per quanto concerne la scuola dell'infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione nelle istituzioni statali e paritarie, con appositi regolamenti da emanare in attuazione del piano programmatico in questione, saranno riesaminati ed "essenzializzati" i curricoli ed i piani di studio;

b) per quanto riguarda, invece, il sistema dei licei, di cui al Dlgs n. 226/2005, così come modificato dalla legge n. 40/2007, dovranno essere ridefinite le discipline ed i carichi orario delle singole tipologie liceali, che non potranno superare le 30 ore settimanali;

c) in relazione, ancora, agli istituti tecnici e professionali, i curricoli e i piani di studio saranno rivisti al fine di pervenire, entro il mese di dicembre, ad un'ulteriore semplificazione. Con particolare riferimento all'istruzione tecnica, si ridimensionerà il numero degli indirizzi e l'orario annuale obbligatorio che non potrà superare le 32 ore settimanali. Con riferimento, invece, all'istruzione professionale, gli indirizzi sostanzialmente corrispondenti a quelli dell'istruzione tecnica dovranno confluire in quest'ultima evitando, così, duplicazioni di percorsi e di carichi orari. I rimanenti indirizzi saranno articolati in cinque anni con un carico orario settimanale non superiore a quello degli istituti tecnici;

d) infine, sarà ridefinito l'assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti.

I nuovi curricoli ed i nuovi piani di studio degli istituti di istruzione secondaria costituiranno parte integrante dei regolamenti da emanare in attuazione del piano programmatico in esame.


Revisione dei quadri orario nei diversi ordini di scuola

La rivisitazione dei curricoli e la razionalizzazione dei piani di studio comporterà, necessariamente, nuovi quadri orario di durata più contenuta con una conseguente riduzione dei posti in organico:

a) con riferimento alla scuola dell'infanzia, l'orario obbligatorio delle attività educative, tenendo conto delle esigenze rappresentate dalle famiglie, potrà svolgersi anche solamente in orario antimeridiano, impiegando una sola unità di personale docente;

b) in relazione alla scuola primaria, l'orario obbligatorio non potrà, in via ordinaria, superare le 27 ore settimanali. Potranno essere anche organizzate classi a tempo pieno, funzionanti per 36-38 ore settimanali. L'insegnamento della lingua inglese sarà affidato ad un insegnante della classe opportunamente specializzato;

c) per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, l'orario obbligatorio delle lezioni non potrà, ordinariamente, superare le 29 ore settimanali;

d) con riferimento ai licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane, l'orario obbligatorio settimanale non potrà superare le 30 ore settimanali; nei licei artistici, musicali e coreutici l'orario obbligatorio di lezione sarà di 32 ore settimanali; negli istituti tecnici e professionali l'orario obbligatorio di lezione non potrà superare le 32 ore settimanali comprensive delle ore di laboratorio;

e) in relazione, infine, ai centri di istruzione per gli adulti e ai corsi serali degli istituti di II grado, dovrà essere ridefinito l'assetto organizzativo-didattico prevedendo un numero contenuto di materie di insegnamento e legando l'autorizzazione dei corsi stessi al monitoraggio degli esiti finali.

La semplificazione dei curricoli, dei relativi piani di studio e la ridefinizione del quadro orari comporterà una parallela revisione delle classi di concorso con opportuno accorpamento attuato mediante l'emanazione di uno specifico decreto ministeriale.
 

La riorganizzazione della rete scolastica

Per quanto concerne la riorganizzazione della rete scolastica si dovrà procedere a sopprimere quelle istituzioni scolastiche che non presentano i caratteri che la legge ritiene indispensabili per il conseguimento dell'autonomia scolastica ovvero una popolazione scolastica compresa tra 500 e 900 studenti o tra 300 e 500 unità nel caso di scuole ubicate in zone montane o in piccole isole purché si tratti di istituti comprensivi o di istituti superiori.
L'esigenza di razionalizzazione si fonda, altresì, sulla constatazione che la polverizzazione sul territorio di piccole scuole (su circa 28mila punti di erogazione del servizio - primaria, secondaria di I e II grado - il 15% ha meno di 50 alunni ed il 21% ha meno di 100 alunni) non risulta funzionale al conseguimento degli obiettivi didattico-pedagogici in quanto non consente l'inserimento degli studenti in comunità educative culturalmente adeguate a stimolarne le capacità di apprendimento e di socializzazione.
 

L'utilizzo delle risorse umane della scuola

Il processo di razionalizzazione ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola prevede specifici interventi volti ad eliminare circoscritte, ma comunque onerose, nicchie di spreco e sottoutilizzo delle risorse stesse, sia attraverso una verifica del rispetto della normativa vigente sia attraverso l'emanazione di nuove disposizioni mirate al contenimento di oneri non funzionali al raggiungimento degli obiettivi istituzionali.
 

Personale docente

Le azioni previste dal piano possono essere così sintetizzate:

a) criteri e parametri per la determinazione degli organici del personale.
Per il raggiungimento dell'obiettivo di un più razionale utilizzo delle risorse professionali occorre intervenire, in primo luogo, su quel complesso di norme e procedure che presiedono alla definizione degli organici del personale. Le misure previste in tale ambito d'intervento sono le seguenti:

• definizione di nuovi criteri per la determinazione e distribuzione delle dotazioni organiche in relazione alla revisione degli ordinamenti scolastici: l'organico d'istituto sarà assegnato alle scuole che nell'ambito della propria autonomia organizzeranno l'attività didattica con criteri di flessibilità;

• ridefinizione dei criteri e parametri che presiedono alla formazione delle classi, con particolare riferimento ai valori minimi e massimi necessari per la costituzioni delle stesse. Nel contempo si procederà ad incrementare il rapporto alunni/docenti per renderlo più vicino agli standard europei;

• superamento dell'attuale configurazione delle attività di compresenza e di co-docenza tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio;

• riconduzione di tutte le cattedre di scuola di I e II grado alle 18 ore di insegnamento;

• determinazione dell'organico dei docenti relativo ai corsi d'istruzione per gli adulti sulla base della serie storica degli alunni scrutinati e non di quelli iscritti;

• sostegno allo sviluppo di sistemi d'istruzione a distanza;

• piena attuazione della disciplina prevista dal co. 413 dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, relativa alla determinazione dei posti di sostegno per gli alunni diversamente abili;

b) classi di concorso.
Si procederà ad accorpare le classi di concorso caratterizzate da un comune matrice culturale e professionale ai fini di una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti;

c) docenti inidonei all'attività d'insegnamento per motivi di salute.
La legge finanziaria per il 2008 dispone la costituzione di un ruolo specifico per i docenti inidonei all'insegnamento da impiegare anche in altre amministrazioni. Occorrerà accelerare la prevista procedura per eliminare questa voce di spesa che grava sul bilancio del ministero dell'Istruzione;

d) riconversione professionale dei docenti.
Saranno attivati corsi di riconversione professionale per i docenti appartenenti a classi di concorso in esubero nonché corsi di riconversione ai fini dell'inserimento dei docenti in classi di concorso più ampie;

e) utilizzo dei docenti in compiti diversi dall'insegnamento.
Saranno riviste le norme che autorizzano comandi, collocamenti fuori ruolo, utilizzazioni di docenti, al fine di ridurre la spesa rappresentata dalla remunerazione dei docenti nominati supplenti in sostituzione.
 

Personale Ata

Anche per il personale Ata si dovrà procedere ad una revisione dei criteri che presiedono la determinazione delle dotazioni organiche. La contrazione degli organici riguarderà tutti i profili professionali con particolare riferimento alle figure amministrative necessarie allo sviluppo dell'autonomia, come indicato nel parere della commissione Cultura della Camera dei deputati.

Si ipotizza un'azione di contenimento nella misura media del 17% della dotazione organica di ciascun profilo.

L'obiettivo di contenimento della spesa richiederà, pertanto:

a) la revisione delle tabelle che attualmente fissano l'organico dei vari profili professionali, salvaguardando, prioritariamente, il contingente degli assistenti amministrativi;

b) la formulazione del piano di dimensionamento della rete scolastica: la riduzione delle istituzioni scolastiche, delle sezioni staccate, dei plessi e delle succursali comporterà una riduzione del fabbisogno di personale Ata;

c) la revisione dell'orario degli assistenti tecnici al fine di meglio soddisfare le specifiche esigenze della scuola.