COORDINAMENTO PRECARI E

DISOCCUPATI DELLA SCUOLA

PROVINCIA DI VENEZIA

 

Dimensionamento scolastico:
il Governo frena.

Andrea Florit dal Coordinamento Precari di Venezia, 6.11.2008

E' stato modificato questa mattina, con l'approvazione in V commissione del Senato dell'emendamento 3.900 del governo, il testo dell'art. 3 del DL n. 154/08 (pubblicato in GU il 7/10/08, entrato in vigore il giorno successivo e già trasmesso lo stesso 7/10/08 al Senato, assegnandolo in sede referente alla commissione Bilancio come atto S.1083). In esso all'art. 3, integrando l'art. 64 del DL 122 del 25/6/08 (convertito nella Legge 133/08), si poneva il vincolo del prossimo 30 novembre alle amministrazioni regionali per definire il piano di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche previsto con i tagli degli organici e delle autonomie scolastiche dello stesso DL 112, con diffida per le amministrazioni inadempienti (sull'argomento, un articolo de La Tecnica della Scuola e uno de La Repubblica del mese scorso).

La modifica all'art. 3 (il DL, già passato in Aula, era stato rinviato ieri in Commissione), oltre all'eliminazione dell'ipotesi di commissariamento per le amministrazioni inadempienti, prevede per le scuole solo l'accorpamento della dirigenza scolastica per l'anno 2009/10, mentre il dimensionamento dell'intera rete scolastica slitta all'anno 2010/11, previa intesa in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni. Questo sblocco era necessario per consentire la ripresa dell'esame del Piano programmatico Gelmini-Tremonti da parte delle Regioni (che l'avevano congelato), che potrà così riprendere il proprio percorso attuativo in parallelo all'analoga valutazione in corso alla Camera e al Senato. Il DL 154 torna martedì in Aula.

Gli articoli della manovra (DL 112/08) inerenti la scuola sono il 15, 19, 39, 40, 46, 47, 63, 64, 71, 72 (nostro documento integrato con il nuovo testo dell'art. 3 del DL 154 e dall'art. 4 del DL 137).

Novità anche per l'Università, con la decretazione d'urgenza solo per alcuni provvedimenti. E' certo singolare che debba essere effettuato un vertice di maggioranza per arrivare a decidere (e comunicandolo con vanto) che la riforma dell'università verrà fatta mediante un disegno di legge (come dovrebbe avvenire naturalmente in ambito di riforme) e non con un DL (strumento ormai ordinario per questo governo).

Aumentano invece le preoccupazioni per la riforma della scuola secondaria, di cui nessuno finora parla (anzi la Gelmini addirittura nega che esista, se non per gli istituti tecnici ed in forma marginale), per la quale sono attesi, entro il prossimo mese, i regolamenti attuativi previsti dalla legge 133/08 (DL 112/08) e contenuti nel Piano programmatico. Le novità rischiano di arrivare, tra l'altro, quando la fase di orientamento per la scelta della scuola per l'anno prossimo si sarà già conclusa e famiglie e studenti avranno già maturato le proprie scelte.

Per la scuola primaria continua a suscitarci ilarità ascoltare il premier che, a qualsiasi riunione o conferenza stia partecipando, non perde l'occasione di raccontare agli astanti (che continuano ad ascoltarlo senza batter ciglio) la sua solita barzelletta sull'incremento del 50% del tempo pieno nella primaria. La sua abnegazione nel cercar di convincere il maggior numero di persone che gli asini volano è davvero ammirevole. Ancora ci chiediamo come possa essere credibile chi contemporaneamente afferma sia che rendendo sovrannumerario un maestro su tre, questo resterà disponibile per l'incremento del tempo pieno (il che corrisponderebbe necessariamente ad un mantenimento degli organici con zero tagli), sia che nessuno di ruolo sarà in realtà licenziato dato che i tagli interesseranno solo chi va in pensione (il che corrisponde ad una chiara mutilazione degli organici: sono previsti 14mila maestri in meno solo per il prossimo a.s.). Eppure...