Gelmini/1.
Il salto generazionale.

da TuttoscuolaNEWS, n. 344, 12 maggio 2008

Questa volta il totoministri, almeno quello scolastico, ha funzionato.

Da un paio di settimane, come  puntualmente  riferito  da  Tuttoscuola anche nelle sue edizioni on-line, il nome di Maria Stella Gelmini  era dato  in  pole  position  per  la  guida  del  riunificato   ministero dell'istruzione, universitÓ e ricerca.

La scelta del presidente Berlusconi Ŕ dunque caduta sulla "leggiadra ma  ignotissima" trentaquattrenne parlamentare bresciana (l'aggettivazione Ŕ del politologo  Giovanni  Sartori,  sul  Corriere della Sera di sabato scorso), che non vanta esperienze specifiche  nel settore ora affidatole.

Come interpretare tale scelta? Se si osservano  anche  alcune  altre nomine, di donne in particolare (Mara Carfagna,  Giorgia  Meloni),  ma anche di uomini come il trentottenne Angelino  Alfano,  cui  Ŕ  stato affidato il delicato ministero della Giustizia, si pu˛ dedurre che la carta giocata dal presidente del Consiglio e leader del PDL Ŕ  quella della  novitÓ,  che   passa   anche   attraverso   un   netto   salto generazionale.

La mancanza di esperienza nel settore non  Ŕ,  diversamente  da  come pensa Sartori (che sembra  avere  in  mente  una  sorta  di  platonica Repubblica dei competenti), un ostacolo  insuperabile,  come  mostrano numerosi precedenti. Pu˛ essere in un certo senso anche un vantaggio, se si ha la volontÓ e la capacitÓ di  prendere  decisioni  realmente innovative. Ŕ da questo punto di vista che andrÓ  valutata  l'azione del nuovo ministro, al  quale  inviamo  un  sincero  augurio  di  buon lavoro. E di buona fortuna, soprattutto per la scuola italiana.