Finanziaria 2008:

1. Quel taglio di 47 mila posti di cui pochi parlano

2. Prove generali di riorganizzazione del sistema

3. Una sperimentazione per la qualità,
ma anche per risparmiare.

da TuttoscuolaFocus, n. 221/231 del 7 gennaio 2008

 

1. Quel taglio di 47 mila posti di cui pochi parlano

Da quest’anno e fino al 2010 la scuola statale dovrà rinunciare annualmente a 11 mila posti di insegnante, per un totale di 33 mila posti di organico in meno, che sommati ai 14 mila cancellati l’anno scorso fanno un totale di 47 mila posti.

Lo prevede all’art. 2, comma 412, la nuova legge finanziaria (24 dicembre 2007, n. 244) che conferma la clausola di salvaguardia della scorsa finanziaria (risparmio coatto con recupero a carico del bilancio del MPI) e che venne solo parzialmente applicata grazie all’andamento favorevole dell’extragettito (il tesoretto).

Il tutto chiaramente descritto a pagina 115 della relazione tecnica che accompagna la legge. Sono esattamente quei 47 mila posti che poco più di un anno fa Tuttoscuola lesse nella relazione tecnica della Finanziaria 2007 rendendoli noti a tutti, e determinando la sollevazione dei sindacati contro il taglio degli organici, che viceversa il ministero cercò di negare.

47 mila posti non sono pochi: rappresentano una sforbiciata del 6,2%, che farà scendere il numero di docenti ogni 100 studenti da 9,5 a 9, avvicinandolo alla media Ocse di 7,5. La misura quest’anno è passata senza un’azione di contrasto troppo forte da parte del sindacato: la scelta di rigore imposta dal ministro Padoa-Schioppa è ritenuta ormai inevitabile per accrescere l’efficacia della spesa? A meno che, visto come è andata complessivamente nel 2007, non si creda troppo alle "grida" del ministro dell’economia e si preferisca aspettare. Come a dire, can che abbaia non morde... Ma sarà così?

 

2. Prove generali di riorganizzazione del sistema

Tre anni di prova su alcuni territori provinciali prescelti, riorganizzazione dei servizi e della rete scolastica, organizzazione delle classi con nuovi parametri, raccordo flessibile tra situazioni demografiche e politiche degli organici sul territorio. Una vera e propria rivoluzione strutturale del sistema di istruzione per il rilancio dell’efficienza e dell’efficacia della scuola.

Lo prevede la legge finanziaria che nei commi dal 417 al 425 individua obiettivi e procedure per questa prova generale di revisione del sistema di istruzione. Una sperimentazione triennale che riguarderà un ristretto numero di province italiane, individuate da un atto di indirizzo del ministro dell’istruzione concertato con il collega dell’economia e d’intesa con la Conferenza unificata.

In ogni provincia prescelta per la sperimentazione opererà un organismo paritetico di coordinamento costituito da rappresentanti regionali e provinciali dell'Amministrazione della pubblica istruzione, delle regioni, degli enti locali e delle istituzioni scolastiche statali.

Dopo tanti tentativi di riformare il sistema o parte di esso con interventi generalizzati e standardizzati sull’intero territorio, si prova una via sperimentale mirata e circoscritta prima di trasformare i possibili cambiamenti in ordinamento. Una strada aperta e flessibile per la quale sarà indispensabile un’adeguata azione di monitoraggio e di verifica per gli eventuali adattamenti dell’azione.

L’atto di indirizzo è atteso entro la fine di marzo.

 

3. Una sperimentazione per la qualità, ma anche per risparmiare

Ma c’è qualcosa che si nasconde dietro la sperimentazione di un nuovo modello organizzativo prevista dalla Finanziaria? Ed essa è in linea con le competenze attribuite alle Regioni e agli enti locali dalla Costituzione?

Un esame approfondito del testo fa sorgere il dubbio che le norme siano state inserite nella Finanziaria non solo per elevare la qualità del servizio d’istruzione, ma soprattutto per realizzare risparmi di spesa. Si tratta di norme imposte dal ministero dell’economia che, d’intesa con la Pubblica istruzione, ha rinunciato a quantificare le economie, rimettendole agli esiti di una futura sperimentazione. Infatti al comma 422 è previsto che "l’ufficio scolastico regionale ... predispone una relazione... al fine di effettuare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, la verifica delle economie aggiuntive effettivamente conseguite".

La sperimentazione di un nuovo modello organizzativo sulla base di un atto d’indirizzo adottato dal ministro dell’Istruzione, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con la Conferenza Unificata pone, inoltre, molteplici difficoltà interpretative e problematicità costituzionali.

Il quadro normativo omette infatti di considerare che il nuovo Titolo V, parte seconda della Costituzione, attribuisce alle regioni competenza concorrente in materia d’istruzione.