E ora?

Pasquale Almirante del 28.4.2008

Il giorno dopo la vittoria del Pdl ci eravamo chiesti: e ora?, nella speranza che qualcuno ci rispondesse. E in effetti in tanti hanno risposto ma in varie forme e modi sebbene non direttamente. In primis i precari che, dopo avere messo i loro voti a disposizione di chi li assumesse, ora temono legittimante per il futuro. Saranno assunti secondo le percentuali e le scadenze promesse da Fioroni? Non lo crediamo per il semplice fatto che questo Governo vuole cambiare del tutto i rapporti sindacali e politici che finora hanno retto l’istruzione. Basta cavillare infatti sulle dichiarazioni di Aprea durante il dibattito con la Bastico per capire che:

a) i sindacati non meritano ascolto;

b) le scuole private saranno sostenute;

c) le scuole chiameranno i docenti a loro più graditi;

d) i presidi, oltre a essere sceriffi, saranno giudici supremi per la carriera e lo stipendio;

e) le Regioni pagheranno gli stipendi e i fondi per le scuole;

f) i licei (secondo la riforma Moratti saranno tutti licei tranne i professionali) perderanno ore;

g) il reclutamento sarà effettuato secondo l’effettivo fabbisogno;

h) concorrenza pubblico vs privato e pubblico-pubblico e privato-privato.

 

Questo nelle grandi line. Nello specifico:

a) abolizione dei corsi di recupero e giudizio biennale (sempre in riferimento alla riforma Moratti) visto che si procederà secondo il 2+2+1, almeno nella secondaria superiore: due bienni e un, diciamo così, monoennio che coincide col 5^anno;

b) abolizione del valore legale al titolo di studio con esami finali alla sola commissione interna;

c) nuovi programmi nazionali, dopo il breve e timido Umanesimo accennato da Fioroni, con proposizione di un neo fondamentalismo di cui Dell’Utri è stato il portabandiera e quindi revisione della storia e di conseguenza della letteratura;

d) riproposizione del tutor e del portfolio con conseguente nuove incombenze per i docenti e per le quali sarà difficile negare l’incarico a causa del rischio reale di perdere qualche incentivo (non è il preside che dà i meriti?);

e) revisione degli organi collegiali con più nutrita presenza della componente genitori e più peso al dirigente;

f) abolizione delle Rsu.

Dimentichiamo qualche altra cosa (non certo che la scuola è un potere forte in mano alla sinistra) ma l’ammodernamento, nelle grandi linee, della scuola passa attraverso questa visione del mondo del partito di Berlusconi che lo ha ampiamente illustrato nel corso, sia della sua scorsa legislatura e sia durante l’ultima campagna elettorale.

Chi vince governa: lo si è sempre detto e con questa vittoria non ci possono essere né mugugni né segnali di protesta. Il popolo sovrano ha scelto la via prospettata dal Pdl e pure quella per l’istruzione che oggettivamente non è stata sottaciuta. Che poi il Caterpillar sarà manovrato da un Ministro come Bondi o Gelmini o Aprea è assolutamente ininfluente.