GELMINI A TUTTO CAMPO

"Corsi intensivi per i prof del sud.
Abbassano la qualità della scuola".

Il ministro dell'Istruzione ha spiegato che
il taglio degli insegnanti si è reso necessario:
"In Italia la scuola è uno stipendificio".
E spiega: "Combatteremo il bullismo con il 5 in condotta".

 Quotidiano.net, 23.8.2008

Cortina d'Ampezzo, 23 agosto 2008 - Niente reintroduzione del 7 in condotta, si tratta di una cosa diversa. “Non è un 7 in condotta, è l'introduzione alla valutazione del comportamento. È più un 5 in condotta, perchè con il 7 si viene promossi, mentre questa insufficienza fa media e nei casi più gravi viene lasciato alla discrezionalità del consiglio dei docenti prevedere la bocciatura”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, a 'Cortina InConTra' nel dibattito “Dietro la lavagna”.

La scuola non deve essere un'appendice del Welfare, non deve avere una funzione sociale, ma deve svolgere una funzione educativa e formativa - ha continuato il ministro - Abbiamo introdotto l'educazione alla cittadinanza perché i ragazzi siano cittadini consapevoli dei propri diritti ma anche dei propri doveri e allo stesso tempo anche l'educazione ambientale, alla salute, ai corretti stili di vita e l'educazione stradale. Tutti i progetti che vanno a correggere l'attuale progetto di educazione, che non è nè condiviso nè esaustivo”.

Nella scuola bisogna "premiare il merito e introdurre una rivoluzione che è indispensabile perchè oggi c'è un livello di insoddisfazione generalizzato tra le famiglie e anche fra gli insegnanti - ha proseguito il ministro -. Occorre liberare le risorse. Oggi il 97% del bilancio del ministero viene utilizzato per pagare stipendi molto bassi. La scuola è stata utilizzata come uno stipendificio, un modo per creare occupazione".

Per Mariastella Gelmini è "un errore, che credo sia stato commesso in buona fede, ma che oggi paghiamo e facciamo pagare ai giovani. Il test elaborato da Ocse-Pisa dice che la nostra scuola è al 37esimo posto, nella parte bassa della classifica è una realtà a cui porre rimedio". A questo proposito "la finanziaria prevede una razionalizzazione delle spese e da lì passa l'introduzione della meritocrazia e il 30% dei risparmi che andremo a produrre grazie a una riduzione degli sprechi. Sarà così possibile premiare chi è disponibile a fare formazione continuativa, chi raggiunge i migliori risultati".

Il ministro ha annunciato che si sta preparando un progetto da proporre all'Anci affinché i Comuni interessati pensino alla residenzialità degli studenti. ''Vogliamo presentare - ha precisato - un disegno di legge con la collaborazione degli enti locali che possa ampliare l'offerta per consentire a coloro che sono meritevoli e non hanno i mezzi di conseguire buoni risultati scolastici e frequentare scuole e università importanti. Sull'università in particolare proporremo all'Anci delle convenzioni affinché nelle città sedi di atenei ci possano essere convenzioni e destinazioni previste nei piani regolatori per realizzare residenze universitarie. Anche questo - ha concluso - è un modo per aiutare le famiglie a contenere i costi degli studi dei figli''.

Il taglio di 85mila insegnanti previsto tra il 2009 e il 2011 nella scuola italiana è "significativo, siamo tutti preoccupati, ma chi lo critica indichi una strada diversa''. Per Gelmini ''dove il bilancio è ingessato è chiaro che non ci sono margini. Abbiamo la necessità di fare qualche sacrificio oggi per rilanciare la scuola di domani. Ci assumiamo la responsabilità di procedere a una razionalizzazione indispensabile, è l'occasione per rilanciare la qualità della didattica''.

''La scuola è elemento unificante dello Stato e i programmi devono essere uguali per tutti, ma la scuola si deve aprire al contesto territoriale e alzare la propria qualità abbassata dalle scuole del sud'', ha continuato l'esponente del governo Berlusconi. ''Nel sud - ha rilevato il ministro - alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana. In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti''.

Sul passaggio degli insegnanti dal sud al nord Gelmini ha sostenuto che ''l'esodo non è mai favorevole alla scuola sia esso dal sud al nord che viceversa. Non mi preoccupo della provenienza dell'insegnante ma della sua capacità".