Il rapporto rileva come gli insegnanti di scuola secondaria con più di 15 anni di esperienza guadagnino 31.917 dollari rispetto a una media Oecd di 40.322.

Prof italiani, i peggio pagati.

da ItaliaOggi del 25/9/2007

 

Abbiamo il più basso numero di studenti per numero di insegnanti e oltre 8 mila ore di lezioni complessive ovvero passate sui banchi tra i sette e i 14 anni d'età (un record solo italiano), eppure la fotografia scattata dall'ultimo rapporto dell'Oecd dal titolo «Education at glance» rivela impietosamente come se da un lato le condizioni di apprendimento degli studenti italiani rispetto ai 27 paesi europei e ad altri 15 paesi del resto del mondo siano le migliori raggiunte, dall'altro lo scarso rendimento effettivo degli allievi e il mediocre status economico degli insegnanti fanno dell'insieme un quadro sconfortante. Il rapporto rileva come gli insegnanti di scuola secondaria con più di 15 anni di esperienza guadagnino 31.917 dollari rispetto a una media Oecd di 40.322.
Tenendo conto anche dei salari raggiunti dagli insegnanti delle scuole primarie a parità di potere di acquisto, significa che i prof italiani si mettono in tasca un 20% in meno rispetto ai colleghi degli altri paesi più industrializzati del resto del mondo. Non solo sono i più bassi della media Oecd od Ocse, ma gli stipendi dei nostri insegnanti crescono in proporzione più lentamente: ci vogliono 35 anni per un insegnante per raggiungere il massimo del guadagno lordo mensile rispetto ai 24 anni della media Oecd.

In realtà il numero di ore passate in classe a insegnare è leggermente inferiore a quello dei colleghi esteri. Un insegnante italiano di scuola elementare fa 735 ore di lezione rispetto alle 803 del suo collega straniero, mentre uno di scuola secondaria superiore ne passa 601 rispetto a una media complessiva di 707. In ogni caso il rapporto insegnati e studenti, nella scuola primaria pari al 18,2 e al 20,9 nelle classi secondarie, è più basso della media complessiva Ocse, pari rispettivamente a 21,5 e a 24,1.

Una consolazione c'è e sta nell'aumento in termini reali dei salari: dal 10 al 12% in più rispetto al 1996, a seconda del livello di esperienza e di educazione.