Più alunni e meno classi in Veneto.

di Daniela Pierobon da Il Gazzettino di Venezia dell'8/9/2007

 

Più alunni e meno classi in Veneto. E una percentuale di studenti stranieri che è quasi il doppio della media nazionale: vengono dall'estero quasi dieci studenti su cento (5,5\% è il dato di tutta Italia).
E ancora: stesso numero di docenti di sostegno, ma 400 studenti disabili in più. Vicenza è la provincia veneta con il maggior numero di alunni.

Partirà con queste cifre, lunedì, l'anno 2007/08 della scuola veneta.

La situazione - secondo la dirigente regionale Carmela Palumbo - «non è poi così male e, comunque, poteva andare peggio, soprattutto considerando i parametri della legge finanziaria che hanno costretto ad inevitabili tagli».

Le classi saranno in totale 27.661 ovvero 50 in meno rispetto all'anno scorso. Ma gli alunni saranno ben 6.476 in più, una cifra destinata ad aumentare fino alle settemila unità entro la fine dell'anno a causa di trasferimenti o di arrivi di alunni stranieri. Logica conseguenza: aumento (seppur contenuto) del rapporto alunni per classe. Nel 2006/07 erano infatti in media 20.50 per classe, da lunedì saranno 20,53.

«Abbiamo applicato la Finanziaria per il contenimento degli organici, ma è anche vero che il sovraffollamento di cui tanto si parla non esiste - ha spiegato la Palumbo - Non si sa quanti sono i casi di classi con 26 o 28 studenti, è un dato che al momento non abbiamo elaborato e che in questa fase dell'anno non è nemmeno così significativo, perchè le classi finiscono di essere formate anche da anno scolastico iniziato. In ogni caso sulle situazioni che all'inizio sono fisiologiche e poi divengono patologiche interveniamo su segnalazione dei capi d'istituto».

Sui 567.943 studenti iscritti in tutte le scuole di ogni ordine e grado, 112.131 sono solo in provincia di Vicenza, che è la "capitale scolastica" del Veneto. Impetuoso aumento di alunni nelle province di Treviso, Padova e Venezia con rispettivamente 2.269, 1.701 e 1.068 studenti in più rispetto l'anno passato (unico segno negativo è nel rodigino dove calano di 137 unità). Un trend dunque in crescita costante dovuta non solo al tasso di natalità in aumento, ma soprattutto agli scolari stranieri. Assegnare un tale andamento, oltre al Veneto, sono anche Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, mentre è il Centro-sud che riscontra una progressiva riduzione degli studenti.

La crescita più eclatante in Veneto è quella degli studenti stranieri: più 5.519 rispetto al 2006/07. In classe uno scolaro su dieci, quindi, non ha la cittadinanza italiana.

Una cifra altissima che porta il Veneto ben al di sopra della media nazionale. Basti pensare che il 6 per cento di studenti stranieri di Belluno, la provincia con la media regionale "foresta" più bassa, è decisamente più alto del 5,5 per cento che costituisce la media nazionale.

Il tasto dolente d'inizio anno rimane, comunque, il rapporto tra docenti e alunni in situazione di handicap. Sono circa 400 in più i ragazzi diversamente abili e invariata è invece la quantità degli insegnanti di sostegno. Ciò significa che, se l'anno scorso erano 2,06 i ragazzi per insegnante, quest'anno il rapporto cresce e sono 2,14 gli alunni pro capite docente. «In termini assoluti dal provveditorato abbiamo autorizzato esattamente gli stessi posti dello scorso anno, quindi il numero degli insegnanti di sostegno è uguale; c'è un aumento del rapporto alunni/posti e una registrabile crescita nell'ultimo quinquennio delle certificazioni di disabilità, che talvolta confinano con il disagio sull'apprendimento - ha aggiunto Carmela Palumbo - L'anno scorso eravamo stati particolarmente generosi, ma quest'anno non abbiamo potuto incrementare ancora il numero dei maestri sempre per i precisi obiettivi postici dalla Finanziaria». Mantenere funzionante l'organico di fatto dello scorso anno, senza operare tagli, per la Palumbo è un ottimo risultato. Come a dire che poteva andare peggio. E annuncia che le economie che saranno effettuate in corso d'opera verranno dirottate a sostegno dell'handicap. E riguardo alle risorse, 30 milioni di euro, a livello nazionale, sono stati rivolti alla suola dell'infanzia, per istituire 83 "sezioni primavera", classi di bambini di 2 e 3 anni che si aggregano agli asili nido, privati o statali, e alle scuole dell'infanzia. Rimane il neo del precariato nel mondo scolastico. Da una parte sono 129 le nomine a ruolo di dirigenti scolastici, 784 quelle del personale ausiliario, 3.051 quelle dei docenti; ma ci sono anche 12.090 insegnanti nominati a tempo determinato.