La circolare è la n. 43 del dicembre 2006 e reca approfondimenti di taluni aspetti particolari della gestione dei beni mobili di proprietà dello stato.

Attenti, circolare sbagliata.

In alcune scuole serve per fare media e promuovere gli alunni

Carlo Forte  da Italia Oggi dell'1/5/2007

 

Il ministero della pubblica istruzione ha inviato per sbaglio alle scuole una circolare della Ragioneria generale dello stato. Il provvedimento, infatti, non riguarda le istituzioni scolastiche, ma le amministrazioni statali prive di personalità giuridica. La circolare è la n. 43 del dicembre 2006 e reca approfondimenti di taluni aspetti particolari della gestione dei beni mobili di proprietà dello stato. E siccome fa riferimento alle rivalutazioni e all'ammortamento, sta creando non pochi problemi ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi, perché alcuni revisori dei conti ne stanno pretendendo erroneamente l'applicazione. L'errore è stato fatto rilevare direttamente dal Ragioniere generale dello stato, Mario Canzio, che il 13 aprile scorso, in risposta a un quesito posto dal direttore dei servizi generali e amministrativi di un istituto professionale della provincia di Napoli, ha svelato l'equivoco: la circolare 43/06, concernente il rinnovo degli inventari dei beni mobili di proprietà dello stato, è indirizzata alle amministrazioni statali rientranti nell'ambito di applicazione del regolamento dei consegnatari e dei cassieri, emanato con decreto del presidente della repubblica n. 254/2002, dal quale sono escluse le istituzioni scolastiche, in quanto dotate di autonomia amministrativa e contabile (si veda la circolare n. 39/2005, faq n. 1), nonché di personalità giuridica.
´Pertanto le disposizioni di cui alla menzionata circolare n. 43/2006', si legge nella risposta della Ragioneria, ´non sono rivolte alle istituzioni scolastiche'. La Ragioneria ha chiarito, inoltre, che un'eventuale estensione alle istituzioni scolastiche delle istruzioni diramate con la circolare 43 dovrà, se del caso, essere disposta in modo esplicito dal competente ministero della pubblica istruzione.

Insomma, il ministero della pubblica istruzione ha sbagliato due volte. Prima di tutto perché ha inviato alle scuole un provvedimento che non le riguardava. E poi perché, se lo avesse ritenuto applicabile, avrebbe dovuto recepirlo con un apposito provvedimento.