Riforme Fioroni/3.
Le prime reazioni dei sindacati.

da Tuttoscuola, 30 gennaio 2007

 

Le reazioni a caldo dei sindacati alla raffica di riforme varate dal Consiglio dei ministri del 25 gennaio non sono univoche. Si va dal giudizio abbastanza critico e sospettoso della Flc-Cgil ("E’ difficile sfuggire all’impressione di un pasticcio rimescolato, che cerca di salvare capra e cavoli!", www.flcgil.it) a quello nel complesso positivo della CISL scuola (Scrima: "il merito e le finalità del provvedimento appaiono sostanzialmente condivisibili", www.cislscuola.it) a quello cauto della UIL (Di Menna: "non vorremmo trovarci di nuovo di fronte a provvedimenti che passano sopra le teste degli insegnanti senza tener conto delle tante esperienze positive già realizzate", www.uilscuola.it).

L’unico punto sul quale le citate organizzazioni sindacali confederali, e anche gli autonomi di SNALS e Gilda, convergono in una valutazione apertamente positiva è quello del ripristino, o meglio del mantenimento, degli attuali istituti tecnici e professionali, che quindi non avranno più la prospettiva, contemplata nel morattiano decreto legislativo n. 226/2005, di essere licealizzati (i tecnici) o inviati in una terra di nessuno (i professionali). Condiviso è anche l’appello al ministro dell’istruzione a coinvolgere maggiormente gli insegnanti e a rendere più trasparenti i processi innovativi.

Più articolato è il giudizio sugli altri provvedimenti. La Flc-Cgil e la Gilda alzano un fuoco di sbarramento verso l’ipotesi che con la riforma degli organi collegiali si finisca per trasformare "istituzioni scolastiche pubbliche, costituzionalmente riconosciute, in luoghi al servizio di entità varie, i cui interessi non possono certamente definirsi pubblici" (www.gildains.it). La CISL scuola, a sua volta, pur nel quadro di un giudizio complessivamente positivo, chiede che in sede di conversione del decreto legge vengano accolti emendamenti volti a modificare il decreto legislativo n. 59/2004, quello sul primo ciclo, nei punti caldi già oggetto di contestazione da parte dei sindacati (tutor, portfolio, Indicazioni nazionali).