La riforma delle superiori nel pacchetto liberalizzazioni:
tornano gli istituti tecnici e professionali.

Licei, Fioroni cancella la Moratti.

Confermati gli sgravi fiscali per chi farà donazioni alle scuole

 da Italia Oggi del 26/1/2007

 

Era uno dei vanti di Letizia Moratti, ministro dell'istruzione del governo Berlusconi. Quello di aver trasformato tutte le scuole superiori in licei, facendo cadere lo steccato, se si vuole un po' classista, che separava gli istituti che preparano al lavoro (i tecnici e professionali) da quelli che preparano all'università (classici, scientifici e linguistici). In realtà quello steccato non è mai caduto, la riforma Moratti delle superiori non aveva fatto in tempo a partire prima che il governo cambiasse. E ieri il ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, vi ha messo definitivamente la parola fine: si torna alla scuola premorattiana. Cancellati i licei i tecnologici ed economici, ci saranno i licei tradizionali, da un lato, e gli istituti tecnici e professionali, dall'altro. Decisione che era nell'aria, dopo le dichiarazioni del ministro al conclave di Caserta. L'unica sorpresa, lo strumento utilizzato: la controriforma delle superiori arriva non con un provvedimento autonomo, ma nell'ambito del pacchetto sulle liberalizzazioni bis. In cui è stata inserita anche l'estensione delle agevolazioni fiscali per chi fa donazioni alle scuole.

Una scelta, questa, motivata da Fioroni con la necessità di frenare la fuga che si è registrata negli ultimi anni dagli istituti tecnici e professionali sia di insegnanti che di alunni. A pesare negativamente, le incertezze da un lato sul valore formativo che i licei tecnologici ed economici avrebbero avuto rispetto ai vecchi istituti tecnici e professionali; e, dall'altro, sul destino del canale professionale, conteso tra stato e regioni. Fioroni vuole invertire la rotta, assicurando le famiglie che tutti gli istituti restano nello stato, che serviranno ad accedere al mondo del lavoro, ma anche alle università. E che, dunque, la loro frequenza serve certamente ad adempire all'obbligo scolastico fino ai Una anni. Rassicurazioni che Fioroni conta possano produrre effetti già sul prossimo anno scolastico.

Una corsa contro il tempo in verità la sua, giacché c'è tempo per iscriversi solo fino a domani. Ma non è escluso che il ministero dia una seconda chance a famiglie e studenti, riaprendo i termini con un'apposita circolare.

 

Riforma della scuola superiore

Il governo cancella in sostanza la strutturazione in otto licei di tutto il canale delle superiore, come disegnato dal governo Berlusconi con la legge n. 53/2003. Le superiori saranno costituite dai licei, dall'area tecnico professionale e dal sistema dell'istruzione della formazione professionali

Cancellati i licei tecnologici ed economici dal novero liceale, si torna dunque agli istituti tecnici e professionali, ad oggi frequentanti da oltre un milione e 400 mila studenti (il 55% del totale degli iscritti alle superiori). Quasi certamente saranno accorciati i percorsi scolastici ( da 40 a 36 ore settimanali) e diminuiranno anche le discipline. Per gli studenti meno volenterosi, dopo le scuole medie, si apriranno percorsi professionali triennali.

Le relative strutture formativa troveranno sede presso poli tecnico-professionali, in cui saranno presenti anche gli istituti tecnici e gli istituti di istruzione e formazione tecnica superiore. Una sorta, questi ultimi, di indirizzi di alta qualificazione non universitaria. Sarà costituito un polo per ogni provincia, avranno la natura di consorzi e saranno dotati di propri organismi di gestione.

 

Le scuole come le Fondazioni

Le scuole italiane, che in base all'ultima Finanziaria riceveranno (senza più passaggi intermedi) direttamente nelle loro casse le somme del cosiddetto fondo d'istituto, utilizzate per le attività integrative (corsi pomeridiani, corsi di recupero ed altro), potranno ricevere anche donazioni. In questo caso, i donatori potranno usufruire dello tesso regime fiscale che si applica quando a ricevere le liberalità è una fondazione.

I fondi aggiuntivi così recuperati sono vincolati: dovranno essere spesi esclusivamente per l'innovazione tecnologica, l'edilizia scolastica e l'ampliamento dell'offerta formativa.

I soggetti che fanno la donazione, gli stessi genitori degli alunni, per esempio, oppure banche o imprese, non potranno entrare a far parte del consiglio di istituto o della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche. precisazione voluta da Fioroni a garanzia dell'autonomia didattica e contro ogni tentazione aziendalistica.