I docenti di scuola media
lasciano il servizio in massa.

da TuttoscuolaNews N. 281, 26 febbraio 2007

 

Su 884 mila tra docenti, personale Ata e dirigenti scolastici di ruolo attualmente nelle scuole statali, lasceranno il servizio dal prossimo settembre 2007 poco più di 49.500 persone (i dati non sono definitivi), per una percentuale (record negli ultimi dieci anni) del 5,6%.

Non si consoce ancora il dettaglio della causa di pensionamento (vecchiaia a 65 anni di età, anzianità con almeno 57 anni di età, salute, oppure altro), ma certamente la parte del leone l'ha fatta il pensionamento per anzianità (dimissioni) per la paura del gradone e per la mancanza di certezze per la sua eventuale cancellazione.

Poichè il 10 gennaio 2007 era l'ultimo giorno utile per la decisione da parte del personale della scuola, la scelta, per chi temeva il gradone, è stata quasi obbligata.

Il settore scolastico che, più di ogni altro, ha risentito dell'effetto gradone è stata la scuola secondaria di I grado con il più elevato numero di docenti che hanno prodotto domanda di pensione (circa 12.650). Per il settore il primato è duplice, perché oltre al più alto numero di pensionamenti in assoluto, la quota raggiunta rappresenta anche la più elevata percentuale (8%) rispetto al totale dei docenti di ruolo in servizio.

In valore assoluto seguono i docenti della secondaria di II grado (circa 12.570) con una percentuale di pensionamenti pari al 5,6%. I docenti della primaria, con circa 10.600 domande di pensione, toccano quota 4,5%.

Con valori assoluti che sfiorano le 10 mila unità e che raggiungono il 5,9% vi è poi il personale Ata.

I pensionamenti nella scuola dell'infanzia sono 3.450 pari al 4,5% di tutto il personale di ruolo in servizio. 340 i dirigenti scolastici e 80 gli educatori dei convitti.

Una curiosità: hanno chiesto di lasciare il servizio anche 150 insegnanti di religione cattolica assunti in ruolo due o tre anni fa, dopo una vita intera da precari. Appena il tempo di entrare.