Pensionandi, sfiorata quota 60mila.

Per il prossimo anno è in crescita il numero dei dimissionari

 da Italia Oggi del 20/3/2007

 

Potrebbero essere 60 mila i dipendenti della scuola che andranno in pensione dal 1° settembre 2007. mentre l'Inpdap, l'istituto di previdenza dei dipendenti pubblici, guidato da Marco Staderini, ha fissato le scadenze per l'invio dei dati per il calcolo della pensione, i dati sul numero di richieste danno l'uscita da scuola in crescita. Con la nota informativa n. 15 del 14 marzo 2007, l'istituto di previdenza ha comunicato agli uffici scolastici regionali e a quelli provinciali le scadenze per l'invio alle sedi dell'Inpdap, utilizzando l'apposito supporto magnetico, del prospetto dati relativo ad ogni dipendente che cesserà dal servizio dal prossimo mese di settembre. Indipendentemente dalla tipologia della scuola in cui il futuro pensionato presta servizio, le scadenze sono state fissate al 12 aprile, al 3 maggio, al 24 maggio, al 14 giugno e, quale ultima data utile, al 28 giugno. Un numero di scadenze maggiore rispetto a quelle previste nello scorso anno a causa, presumibilmente, dell'elevato numero di domande di pensione. Secondo voci informali, infatti, il numero dei dirigenti scolastici, dei docenti e del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario che ha chiesto di cessare dal servizio dal prossimo 1° settembre ammonterebbe a circa 60 mila unità. Unitamente alla comunicazione delle scadenze, l'istituto di previdenza ha ricordato ai competenti uffici scolastici che nella trasmissione dei dati dovrà essere utilizzata esclusivamente la funzione pensione definitiva a ciò al fine di evitare un'errata attribuzione di periodi o di servizi con conseguente calcolo inesatto dell'importo di pensione.

Qualora poi dovessero verificarsi variazioni rispetto a quanto già certificato in modalità telematica, gli uffici scolastici provinciali dovranno inviare con la massima tempestività il prospetto cartaceo evidenziando le modifiche. Le variazioni cui si fa riferimento nella nota operativa costituiscono, a partire da quest'anno, una ipotesi del tutto teorica non essendo consentito al personale che cesserà dal servizio di prendere visione preventivamente, come avveniva fino all'anno scorso, dei dati contenuti nel prospetto predisposto dagli uffici scolastici e, di conseguenza, fare presente eventuali errate attribuzioni di periodi o di servizi. Come si è avuto modo di sottolineare su Azienda Scuola di martedì 30 gennaio, da quest'anno l'Inpdap non invierà più al futuro pensionato, per il tramite della posta ordinaria, la determinazione concessiva della pensione, quel documento cioè con il quale l'Istituto porta a conoscenza del dipendente che cesserà dal servizio tutti gli elementi utilizzati per determinare l'ammontare della pensione, ma per posta telematica(Postel) i cui tempi di spedizione e quindi di ricezione da parte del pensionato sono indeterminati. Per effetto della modifica di spedizione l'interessato non sarà, presumibilmente, più in condizione di verificare per tempo l'esattezza o meno dei dati che l'ufficio scolastico provinciale avrà trasmesso all'Inpdap e che l'Istituto avrà utilizzato per determinare appunto l'ammontare della pensione. Se errori ci saranno stati l'interessato potrà, entro 30 giorni, ma a partire dalla data di ricezione del pagamento della prima rata di pensione e, pertanto, a partire dal 16 settembre 2007, ricorrere al Comitato di Vigilanza a Roma.

Per ovviare ad un tale inconveniente si ha notizia che la Uil-scuola ha invitato i suoi segretari provinciali a chiedere formalmente ai dirigenti scolastici provinciali che il documento contenente il prospetto dati venga inviato all'interessato, presso la scuola di servizio, contemporaneamente alla trasmissione all'Inpdap.