Parificazione.

Conservatori e accademie come atenei.

da Italia Oggi del 6/4/2007

 

Anche le accademie e i conservatori musicali nel calderone delle riforme targato Fabio Mussi. Il titolare dell'università e della ricerca scientifica ha infatti annunciato le sue intenzioni di portare al più presto a compimento la riforma parificando accademie, conservatori e atenei su accreditamento, valutazione dei titoli e percorsi didattici.

Ma le novità per il settore non finiscono qui. Perché anch'esse, come le università e gli enti di ricerca, passeranno sotto le lente dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione (appena approvata in consiglio di ministri), definendo in questo modo una stretta analogia tra il settore dell'Afam, l'Alta formazione artistica e musicale e quello degli atenei. In particolare, come ha spiegato il sottosegretario Nando dalla Chiesa con delega proprio alle materie relative alla direzione generale per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, ´stiamo preparando i decreti attuativi sugli ordinamenti didattici, sul piano di sviluppo che mira a rimarcare i profili delle singoli istituzioni e infine un decreto sul reclutamento dei docenti che risponderà a criteri differenti rispetto a quello che stiamo prevedendo per il settore universitario'. Insomma, come ha precisato il sottosegretario, ´l'intenzione è quella di traghettare il settore piano piano verso l'area universitaria'. Il che non farebbe altro che dare attuazione a una riforma che a sette anni dalla sua approvazione non riesce però a uscire dalla fase di avvio. Infatti, quando la legge, la n. 508 del 1999, venne varata si ipotizzava l'avvicinamento dei conservatori e delle accademie al sistema universitario per il fatto che si dovevano occupare della fase alta della formazione musicale e artistica nel nostro paese. Questo progetto faceva conto sul fatto che nella scuola secondaria superiore nascesse un settore che s'interessasse prioritariamente dell'istruzione e della cultura musicale.

Tutto questo però non ha mai avuto seguito, creando una confusione di limbo nella quale, come ha spiegato Paola Poggi, coordinatrice dell'Alta formazione artistica e musicale della Flc Cgil, è difficile andare avanti. Altri problemi sono riconducibili all'assoluta novità introdotta dalla legge per quanto riguarda il settore musicale in attesa di trasformazione in istituti superiori di studi musicali. I conservatori stanno infatti affrontando contemporaneamente la formazione di base e i percorsi sperimentali dell'Alta formazione senza essere stati messi in condizione di poter agire con risorse adeguate e certezze normative