Quella nuova-vecchia maturità/2:
vita più difficile per i diplomifici.

da Tuttoscuola, 26 novembre 2006

 

Nel testo approvato dal Senato sono state introdotte alcune novità (la lode per gli studenti migliori, la verifica delle capacità critiche del candidato), ma nel complesso la nuova "maturità", come tutti continuano a chiamarla, assomiglia molto a quella disegnata dalla legge n. 425/1997, entrata in vigore nel 1999 e modificata dalla Moratti solo per quanto riguarda la composizione delle commissioni d’esame, che tornano ora ad essere costituite per metà da insegnanti interni e per metà, più il presidente, da esterni. E’ stato inoltre ripristinato lo scrutinio d’ammissione all’esame, che era stato soppresso dalla legge n. 425.

Per il resto, l’esame non presenta novità sostanziali. Non è infatti stata accolta la proposta, avanzata da esponenti del centro-destra (Aprea di FI, e Valditara di AN), di assegnare all’INVALSI il compito di predisporre la "terza prova" pluridisciplinare, che resta affidata alle singole commissioni, mentre le prime due prove continueranno ad essere nazionali.

Per i privatisti e per i diplomifici ci saranno però più ostacoli, perché i candidati saranno tenuti a sostenere un esame preliminare e a presentarsi in una scuola statale o paritaria del comune di residenza, mentre agli ammessi per merito (i cosiddetti "ottisti") non basterà essere promossi con almeno otto in tutte le materie del quarto anno per approdare direttamente all’esame, perché dovranno avere ottenuto almeno sette in tutte le materie degli anni precedenti, senza bocciature.

Nel complesso, come si vede, l’esame diventa più severo, almeno sulla carta. Per renderlo davvero affidabile, però, occorrerà investire da un lato sulla formazione dei commissari d’esame in quanto valutatori, e dall’altro sull’individuazione di livelli di prestazione degli studenti che siano valutabili con criteri oggettivi, attraverso idonei indicatori. Ma questo rinvia al più complessivo problema della riforma sistema di istruzione italiano, e del suo miglioramento sul piano qualitativo. Un problema che resta aperto.