Formazione tecnica superiore: dopo gli IFTS.

da Tuttoscuola, 18 novembre 2006

 

In una recente intervista, pubblicata sul "Messaggero", il ministro Fioroni ha preannunciato che "l’Italia avrà un secondo filone di istruzione superiore post-diploma, alternativo all’università, allo scopo di formare tecnici di alto livello".

L’intenzione è buona, le esperienze internazionali positive non mancano, ma l’impresa si presenta ardua perché l’idea di creare un sistema di formazione tecnica superiore in Italia è finora sempre fallita. Il primo tentativo fu fatto alla fine degli anni sessanta, quando in cinque istituti tecnici d’eccellenza furono varati corsi biennali per "superperiti", subito soppressi a causa di una sentenza della Corte dei Conti, che stabilì che le scuole non potevano gestire percorsi di istruzione post-diploma.

Ci hanno provato poi le Regioni, i cui corsi di formazione professionale post-diploma, di durata e consistenza assai diversificate, sono rimasti sempre assai lontani dal costituire un vero sistema, alternativo alla opzione universitaria. L’idea (caldeggiata anche da Romano Prodi in un articolo pubblicato sul "Mulino") si è poi riproposta agli inizi degli anni novanta nell’ambito della sperimentazione dei cosiddetti "programmi Brocca", che prevedendo la despecializzazione dell’istruzione tecnica postulavano la nascita di corsi post-diploma di formazione tecnica superiore. Non se ne fece niente anche perché, dopo la prima fase dei lavori, quella della costruzione del progetto e del varo del biennio, la commissione Brocca finì per venire a compromesso con la potente direzione generale dell’istruzione tecnica e i suoi ispettori (molti dei quali erano membri della commissione), attenuando l’originaria filosofia despecializzante.

Poi è stata la volta dei corsi cosiddetti "IFTS" (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), costruiti in faticose partnership tra scuole, università, Regioni, enti di formazione professionale, mai definitivamente decollati come un vero sistema unitario, tanto che Fioroni ora dice di volere "una cosa nuova". Anche durante la gestione Moratti fu fatto un tentativo di lanciare un sistema di "Istituti Superiori Sperimentali di Tecnologia" (ISST), che non andò oltre un paio di riunioni con le 15 istituzioni scolastiche e formative coinvolte.

Vedremo ora se il ministro Fioroni sarà più abile e più fortunato. Non resta che fargli gli auguri.