Bullismo e manipolazione.

La Scuola, il Governo e gli impegni elettorali

da Foruminsegnanti.it, 22 novembre 2006

 

La scuola è sulle prime pagine dei giornali e nei notiziari televisivi di tutte le reti. Il clima ricorda quello di circa sette anni fa quando la criminalità era all'ordine del giorno sugli stessi media per scomparire improvvisamente nel momento stesso in cui il gruppo Berlusconi giunse a Palazzo Chigi.

Il problema della violenza nelle scuole, il bullismo, la mancanza di rispetto nei confronti dei docenti e il totale silenzio dell'amministrazione sono fatti che esistono da anni e che da anni vengono denunciati senza che i media si siano mai degnati di prenderli in conto almeno sul piano dell'informazione all'opinione pubblica. Improvvisamente, il risveglio mediatico.

Abbiamo già avuto ampia possibilità di conoscere la fibra morale di molta parte dell'informazione nazionale durante gli anni del governo Berlusconi e anche in precedenza, fatte salve poche eccezioni, per stupirci del fatto.

Non siamo abbastanza ingenui però per credere ad un sincero risveglio di interesse per il problema che esiste e che talune scuole hanno affrontato tra innumerevoli difficoltà ed in silenzio in questi anni.

A scopo preventivo e di recupero si sono sviluppate tra gli insegnanti sensibilità e competenze ( attraverso corsi, letture, progetti, verifiche, attività di prevenzione, interventi diretti, coinvolgimento delle famiglie, sviluppo di metodologie, anche con il sostegno di alcune autorità locali).

Un patrimonio di esperienze sorprendentemente ignorato dai vertici del Ministero che sembra apprendere informazioni dai media piuttosto che dalla sua organizzazione nazionale.

La scuola ha in sé le risorse professionali, ma un malinteso concetto dell’ autonomia scolastica polverizza le iniziative, impedisce ogni coordinamento se non a faticoso carico dei singoli e il taglio continuo delle risorse fa sì che manchino le cose più elementari: i gessi e i colori, la carta per il fotocopiatore e l'inchiostro dello stesso e persino la carta igienica, per non parlare dei sussidi tecnologici, i quali, laddove sono presenti, necessitano di manutenzione e aggiornamenti e richiedono spese non sostenibili dalle amministrazioni scolastiche.

Sulla scuola si susseguiva negli anni il flagello di un personale politico, che per essere gentili, si potrebbe definire insensibile, il quale procedeva e contribuiva alla destrutturazione della scuola come Istituzione e allo svilimento della professione dei docenti, che attraverso i “POF” sono stati ridotti a semplici esecutori di progetti finalizzati ad attirare “clienti” piuttosto che a trasmettere la conoscenza delle loro discipline.

Con queste premesse non stupisce la modestia dei risultati, nonostante le risorse, l’impegno e le energie profuse.

I fatti esistono ed esistono da anni, le notizie, invece, sono fresche e sono di questi giorni. Non è difficile leggere nei commenti che dilagano una volontà precisa di attacco alla scuola pubblica associata alla costante e indiscriminata campagna di denigrazione del corpo insegnante da alcuni mesi a questa parte.

Questa campagna si collega a molte altre che la nostra Repubblica subisce da anni, tutte intese ad indebolire il concetto stesso di stato sociale.

Campagne contro la Costituzione, contro la Sanità pubblica, contro i servizi pubblici, contro i magistrati, contro la separazione dei poteri, contro la Resistenza, contro la cultura stessa, e potremmo continuare. Ora la società si accorge di essere seduta su un vulcano, grazie all’ improvvisa solerzia dei media.

E' singolare che durante il periodo Berlusco-morattiano nulla di tutto questo sia mai stato portato alla luce dai grandi mezzi di informazione eppure i fatti esistevano prima di allora, e allora come esistono oggi.

Naturalmente non siamo tra coloro che vivono di teorie del complotto e non siamo neppure di quelli che vedono "congiure" dappertutto come taluni personaggi che ci hanno governato fino all'anno scorso. Tuttavia non riusciamo a credere che quanto avviene sia solo il frutto del caso.

Constatiamo che l'insensibilità sulle questioni della scuola mostrata dall'attuale governo, nonostante le promesse elettorali, aggrava ulteriormente la questione.

La scuola è una pentola in ebollizione, il governo sembra aver sposato la tesi neoliberista che vuole trasformarla in un supermercato del vuoto che vende il nulla, in continuità con il precedente governo e con le scelte operate da altri esecutivi dell'Unione Europea.

Le rituali affermazioni di interesse per il sistema dell'istruzione non trovano alcun riscontro nella pratica e non possiamo quindi stupirci che le cose siano come siano e continuino sulla strada che hanno imboccato e che continueranno a seguire senza un'energica inversione di tendenza.

E’ necessario invece tenere conto che proprio in Paesi, come ad esempio gli USA e la Gran Bretagna, dove la scuola pubblica è stata declassata a favore di quella privata, la violenza tra coetanei e contro gli insegnanti è diventata endemica e devastante da molti anni.

Osserviamo che, malgrado un articolo della Costituzione lo vieti espressamente, il governo non ha mancato di raddoppiare i finanziamenti alle scuole private, che fra l'altro sottopagano regolarmente gli insegnanti senza che nessuna autorità se ne curi.
Ci chiediamo però come l'attuale governo intenda caratterizzare la propria politica scolastica, al di là dei tagli effettuati nella legge finanziaria e degli interventi "cacciavite" che non sono riusciti ad eliminare, data l’inefficacia dello strumento, i guasti ulteriori prodotti nella scuola dalla legge 53.

Tutto ciò, non certo per responsabilità del corpo docente che taluni vorrebbero ora usare come capro espiatorio per realizzare il loro progetto di distruzione totale della scuola. Della Scuola come diritto del Cittadino e, si badi bene, non come diritto dell'alunno, come Istituzione che trasmette conoscenza e non come centro erogatore di servizi ad una "utenza" non ben identificata, della Scuola come mezzo di promozione sociale e non come strumento di formazione piegato unicamente alle esigenze del mondo produttivo e quindi destinata a creare forza lavoro in maggioranza poco qualificata ed acquiescente.

Temi questi che sono iscritti nella Costituzione Repubblicana confermata dal recente referendum.

Sollecitiamo il governo ad intervenire efficacemente con direttive chiare e inequivocabili affinché si avviino a soluzione i gravi problemi che affliggono la scuola italiana impegnandosi a trovare al proprio interno l’unità e la determinazione indispensabile a perseguire una politica che rispetti gli impegni assunti durante la campagna elettorale.


Il Forum Insegnanti