Studenti impreparati,

a ognuno le sue responsabilità.

Rita Valle, Il Corriere della Sera del 9/3/2006

 

Sono un’insegnante delle scuole superiori e ho letto l’articolo «Studenti impreparati, colpa dei genitori». Mi trovo d’accordo con Giulio Ballio, rettore del Politecnico, e posso elencare quali sono le cause di questa situazione:

1) l’esame di maturità ha perso qualsiasi valenza: ormai si dà per scontato che un alunno, arrivato in quinta, venga promosso; situazione avallata anche dai presidenti di commissione;

2) nelle scuole superiori i verbi «bocciare» e «studiare» sono stati quasi completamente banditi. Il non superamento dei debiti formativi comporta solo la diminuzione del credito senza influire sulla promozione;

3) nella mia scuola, che ha ottenuto il famoso «bollino di qualità», il preside ha invitato a elevare le percentuali dei promossi e del superamento dei debiti formativi;

4) il ministero, per risparmiare, ha elevato il numero minimo degli alunni per formare una classe: di conseguenza, negli scrutini finali, gli insegnanti devono dare i voti pensando al numero degli alunni sufficiente per evitare l’accorpamento delle classi.