Effetto referendum sulle prove. La protesta di Studenti.it

Gli scritti alla Maturità in tre giorni senza pause.

G. Ben. Il Corriere della Sera del 31/5/2006

 

ROMA - La terza prova della maturità, quella dei test preparati dai professori della classe, sarà anticipata al 23 giugno e dovrà concludersi entro le 15. Lo ha deciso il neoministro dell’Istruzione. Giuseppe Fioroni (foto) nei giorni scorsi ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Giuliano Amato in cui chiede che le operazioni di allestimento dei seggi partano dopo le ore 16 di venerdì 23. Mercoledì 21 i ragazzi affronteranno lo scritto di italiano. L’indomani sarà la volta della seconda prova scritta diversa a seconda degli indirizzi (greco al classico e matematica allo scientifico). Come previsto. Ma venerdì, invece della tradizionale pausa, ci sarà la terza prova. Obiettivo di viale Trastevere: impedire al referendum costituzionale di turbare l’esame di stato. Poiché lunedì 26 giugno, data in precedenza fissata per la terza prova, coincide con il secondo giorno di votazione, al ministero avevano pensato di spostare i test all’indomani della chiusura dei seggi. Senza valutare fino in fondo, però, le conseguenze: la ripresa delle prove sarebbe avvenuta con tempi molto diversi tra scuola e scuola. Insomma caos. Meglio allora una raffica di prove. I ragazzi hanno protestato: usciamo a pezzi dal secondo scritto e dopo poche ore ne dobbiamo affrontare un altro. I prof non si sono lamentati. Le commissioni, infatti, chiuderanno con i tempi fisiologici. Sul web la notizia è stata accolta da un coro di proteste. «Male ragazzi, matematica e poi terza prova uno dietro l'altro, sarà veramente dura - si sfoga un ragazzo su Studenti.It - però gli orali iniziano e finiscono prima...e farò tanta di quella festa dopo!!!». «Ma dico io come si fa a creare un simile casino??...non pensarci prima sulla data del referendum no??...io sposterei il referendum, noi geometri abbiamo il giorno prima 8 ore di progettazione come andiamo a fare la 3° prova?? tiriamo di coca?.... e dopo fanno anche la legge Fini-Giovanardi», sbotta un altro maturando.

L’ Unione degli studenti, un sindacatino di sinistra plaude a Fioroni. «Speriamo che il neoministro pensi anche, in futuro, a liberare le scuole superiori di questa incombenza, magari coinvolgendo un minor numero di edifici scolastici nell’allestimento dei seggi e trasferendo parte delle sedi elettorali all’interno delle caserme e degli edifici militari, ormai in gran parte vuoti».

La pausa saltata tra il secondo e terzo scritto non dovrebbe fare danni. Almeno secondo Luciano Corradini, pedagogista e presidente dell’associazione dei docenti cattolici (Uciim): «A scuola possono capitare tre compiti in classe di seguito. Però sarebbe stato meglio se il referendum avesse tenuto conto che dal 1923 il 21 giungo si fa la maturità».