Quota d'istituto del 20%:

un cambiamento o una conferma?

da TuttoscuolaNews, N. 250, 19 giugno 2006

 

Il decreto con cui il ministro Fioroni ha attivato  per  gli  istituti superiori la quota del 20% dei curricoli e degli orari previsti  dagli attuali ordinamenti, è stato salutato positivamente dai sindacati  di categoria che hanno apprezzato questa scelta che valorizza l'autonomia scolastica, spingendosi ad affermare anche che, in questo  modo,  cade un altro pezzo della riforma Moratti.

Sul fronte  dell'opposizione  è  venuto  un  apprezzamento  da  parte dell'ex-sottosegretario Valentina Aprea che, tuttavia, ha  rivendicato il merito di quella scelta al precedente ministro Moratti.

Come stanno le cose? Vediamo di capirci meglio.

La    quota   di  istituto  è  stata  disciplinata  dal  Regolamento dell'autonomia    (Dpr  275/1999)  che  all'art.  8  prevede  che  "le istituzioni scolastiche determinano il curricolo  obbligatorio  per  i propri alunni in  modo  da  integrare  la  quota  definita  a  livello nazionale con la quota loro riservata."

Successivamente, con il decreto ministeriale 234/2000, in attesa della riforma degli ordinamenti, il ministero  ha  disposto  che  "La  quota oraria obbligatoria riservata alle singole istituzioni scolastiche  è costituita dal 15% del monte ore annuale."

Il decreto legislativo 59/2004 di riforma del 1° ciclo  di  istruzione ha genericamente compreso nell'orario obbligatorio  delle  lezioni  un quota di istituto e una quota regionale, senza quantificarle. Anche il decreto   226/2005  sul  2°  ciclo  ha  previsto  genericamente  quota regionale e quota di istituto, ma con  uno  dei  due  decreti  per  la sperimentazione (ora sospesa dal ministro Fioroni) ha quantificato nel 20% la quota di istituto, prevedendo  infatti  che  "La  quota  oraria riservata alle singole istituzioni scolastiche, e da esse  determinata nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni, è costituita  dal restante 20% del monte ore annuale obbligatorio."

I due decreti del 27 dicembre scorso, a causa  della  sospensione  del progetto nazionale di innovazione, sono finiti su  un  binario  morto.

Fioroni ne ha abbandonato uno (quello sulle confluenze) e ha  attivato l'altro (quello sulla quota del 20%), precisando  che  l'intera  quota del 20% è appannaggio delle istituzioni scolastiche autonome.