La Moratti vuole smantellare

l'Istruzione Tecnica?

Liborio Butera La Tecnica della Scuola del 25/1/2006

 

Gli insegnanti Tecnico Pratici della scuola superiore sono da tempo in stato di agitazione a causa della situazione che verrà a crearsi con l'approvazione della cosiddetta "riforma Moratti". In un quadro di forte preoccupazione e incertezza si inserisce anche la delusione per il comportamento di gran parte dei partiti di centro-sinistra nei confronti della suddetta riforma. Ci sembra di capire che la maggior parte dei rappresentanti dell'opposizione non sia in grado di comprendere alcuni aspetti importanti della questione, che qui sintetizziamo.

L'attuazione della "riforma Moratti" si tradurrebbe nello smantellamento dell'Istruzione Tecnica, con il conseguente effetto a valanga su Istituti Tecnici Industriali, Commerciali, per Geometri, ecc. (oltre il 45% della scuola italiana!). La tanto magnificata Istruzione Professionale Regionale (ma con i soldi di chi??) non potrebbe certo sostituirla, trattandosi di una scuola che dovrebbe ricalcare le orme dei moribondi Istituti Professionali, improvvidamente "riformati" con l'orrendo "progetto 92" che ne causò il totale snaturamento e diede il via alla fase di declino tuttora in corso. Il sistema dei Licei non prevede che un insegnamento delle materie di base, con tagli drastici sull'orario e, guarda caso, sulle materie scientifico-tecnologiche e sui laboratori, fondamento indispensabile di una scuola moderna ed efficiente. Il fatto che tutto ciò comporti la sparizione delle figure professionali che costituiscono il vero motore della nostra economia (quadri intermedi, artigiani qualificati, professionisti, ecc.) sembra sfuggire ai nostri illuminati politici.

Per quanto riguarda gli Insegnanti Tecnico Pratici, data la sparizione dei laboratori, si presenta la triste prospettiva della disoccupazione. Nessuno sembra capire che questa categoria non è costituita da personale superfluo perché spesso il compresenza con l'insegnante teorico, bensì da gestori dei laboratori, da detentori di conoscenze tecnico e teorico pratiche che sono patrimonio esclusivo e qualificante. L'attività didattica nelle materie tecnico-scientifiche, visto anche il numero di allievi per classe, senza queste figure professionali diventerebbe ingestibile. * Il mondo della scuola e la società civile sono in rivolta contro una riforma fatta contro tutto e contro tutti, per esclusiva volontà di tagliare servizi e bilanci. A questo punto ci si domanda come la sinistra italiana (salvo le debite e rare eccezioni) non solo non comprenda che su questi temi si gioca gran parte dell'esito delle prossime tornate elettorali, ma addirittura consenta ad alcuni suoi esponenti atti e dichiarazioni che sono un ulteriore attacco alla scuola pubblica e alla nostra categoria in particolare. Citiamo tra questi: Le improvvide dichiarazioni dei DS e Margherita sulla volontà di portare avanti la "riforma Moratti" con qualche “correzione” in fase emendativa. Non era forse bastato il maldestro tentativo di Berlinguer? Data la situazione chiediamo ai partiti di centro-sinistra di assumere una posizione finalmente chiara e netta sulla scuola pubblica, che non può non partire dalla richiesta di abrogazione della legge 53, e muoversi nel senso del rafforzamento della Scuola Pubblica e in particolare dell'Istruzione Tecnica (non della scuola Professionale, On. D'Alema, sono cose diverse!). Ci impegniamo ad appoggiare con ogni mezzo la campagna elettorale di quelle forze politiche che sapranno cogliere veramente le istanze della società e del mondo della scuola, facendo opera di informazione e orientamento con tutti i mezzi disponibili. Siamo organizzati a livello nazionale e vorremmo che i partiti cominciassero a capire che tra insegnanti, studenti e genitori siamo in tanti, saremo sempre di più e, per fortuna, per vincere le elezioni ci vogliono ancora i voti.

Prof. Liborio Butera