Dirigenti scolastici,

nuovo concorso e nuovi incarichi.

Giuseppe Guzzo, La Tecnica della Scuola del 13/1/2006

 

"Sembra che l’amministrazione scolastica centrale, finalmente, abbia metabolizzato l’importanza del ruolo e della funzione della dirigenza scolastica nella scuola del futuro". Nell’incontro di giovedì 12 c.m., tenuto al Miur tra il Direttore Generale del Personale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e professionali, sono stati affrontati più di un punto sull'argomento.

 

Sembra che l’amministrazione scolastica centrale, sicuramente espressione, se non strumento, dell’intellighenzia politica, finalmente, abbia metabolizzato l’importanza del ruolo e della funzione della dirigenza scolastica nella scuola del futuro, in linea generale, ma pure con particolare riferimento alla situazione italiana a causa della tanto contestata riforma della scuola piovuta sulla testa degli italiani contro la volontà di tutti.

Sono tanti i segnali che in questo senso si vanno avvertendo da qualche tempo a dimostrazione del fatto che esiste, almeno in linea intenzionale, la volontà di risolvere problemi incancreniti tra i quali il blocco dei concorsi e quello degli incarichi fonte di precariato, non meno grave del precariato degli insegnanti.

Nell’incontro di giovedì 12 c.m. tenuto al Miur tra il Direttore Generale del Personale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e professionali, sono stati affrontati più di un punto al momento sul tappeto.

È infatti emerso che sono state attivate le procedure finalizzate all’emanazione, entro il 30 marzo 2006, del bando del concorso riservato previsto dalla legge n. 43/2005 e ribadito dall’art. 3/bis della Legge 168/2005 con la formalizzazione della richiesta di autorizzazione rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Dipartimento della Funzione Pubblica.

Il Ministero dell’istruzione ha informato di voler effettuare siffatto concorso riservato come proseguimento del precedente, con analoghe formalità. Tanto per abbreviare i tempi dell’emanazione del bando.

Non v’è chi non veda che l’idea debba essere considerata favorevolmente anche se sarebbe auspicabile che dal Miur venissero adottate anche iniziative per ovviare ai tanti inconvenienti, da noi più volte segnalati, quali, ad esempio, direttive per uniformare su tutto il territorio nazionali modalità e tempi di svolgimento.

Per quanto riguarda i posti da metter a concorso, si è potuto fare un discorso solo interlocutorio giacché al momento si attende, e si spera, che venga approvato l’emendamento 1.0.5 al testo del Decreto Legge n. 250/2005 al momento in corso di conversione in legge e che detterà norme nuove per il reclutamento dei dirigenti sicuramente più rispondenti al ripristino di una migliore programmazione delle reali esigenze.

Se l’emendamento sarà approvato, come è auspicabile essendo stato già approvato nella VII Commissione del Senato, si potrà finalmente andare verso una normativa che preveda sistematicamente concorsi a scansione triennale.

L’altro punto su cui si è convenuti all’unanimità è stato quello della creazione un gruppo di lavoro informale per riesaminare tutta la materia e avanzare proposte e suggerimenti per una sostanziale razionalizzazione delle norme attualmente in vigore con particolare riferimento alla totale delegificazione della materia, all’abolizione della divisione dei settori formativi, all’accesso al corso di formazione, al riconoscimento del punteggio di quei candidati che hanno svolto l’incarico di presidenza.

Pur essendo stato affrontato il tema degli incarichi di presidenza, nella riunione di cui trattasi, non è stato approfondito, ma rimandato ad una specifica riunione anche alla luce delle innovazione che verranno del mutato quadro normativo.